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La Buona Terra: biologico e solidarietà si incontrano

Veronica - 27 ottobre 2016 Comments0
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Intervista a La Buona Terra, realtà virtuosa nel panorama del biologico del territorio reggiano

 

cabbage-vegetable-power-greenIniziamo con spiegare chi è La Buona Terra: è una cooperativa che si occupa di agricoltura sociale.

 

A coloro che sono in condizioni di particolare disagio socio-economico viene offerta una concreta e reale opportunità di inserimento lavorativo, attraverso percorsi specializzati di crescita personale e genitoriale in un contesto formativo green ed ecosostenibile. 

 

Il progetto è strutturato per accogliere 8 giovani in condizioni di difficoltà personale, economica e lavorativa, che sono formati ed inseriti in cooperativa attraverso tirocini esperienziali della durata variabile da tre a sei mesi ciascuno. Lo staff educativo si occupa di creare dei percorsi individuali di autonomia personale, che portano i giovani candidati a diventare diretti protagonisti del loro riscatto sociale, acquisendo tutte quelle conoscenze scientifiche necessarie per la coltivazione del terreno e la gestione di un’impresa agricola. 

 

Noi siamo entrati in contatto con questa realtà virtuosa grazie a Sara e Monica di AscoltamiConGliOcchi con cui abbiamo recentemente condiviso la bellissima esperienza di blogtour alla fiera Piante e Animali Perduti di Guastalla. Abbiamo avuto modo anche di incontrare La Buona Terra come consumatori tramite il GAS di cui facciamo parte che acquista cassette miste con i nostri prodotti di stagione da questa cooperativa e possiamo testimoniare in prima persona la qualità di frutta e verdura.

 

Vediamo come hanno risposto alla nostra intervista:

 

  • Cominciamo dal nome. Perché avete scelto La Buona Terra?

Abbiamo scelto il nome La Buona Terra perché racchiude in se la mission della nostra realtà, a partire dall’insegnamento evangelico della parabola del seminatore (Vangelo Mt 13,3-9) vorremo che questa nuova attività possa essere una terreno in cui coltivare buone relazioni, una buona terra che dia prodotti sani e buoni e che possa portare frutto soprattutto per i beneficiari del progetto sociale, in un’ottica di rinascita professionale e di supporto ad un cammino verso la piena autonomia di vita.

 

  • Siete un’azienda che lavora seguendo i principi del biologico, della biodinamica e della lotta integrata.
    Questo cosa vuol dire in pratica? Come influisce sul vostro modo di lavorare? E come impatta sul consumatore finale?

Siamo un attività appena agli inizi, abbiamo iniziato la coltivazione di circa 3 Ha di terreno a gennaio del 2016 principalmente ad ortaggi, la scelta di orientare la nostra progettazione verso l’agricoltura biologica e biodinamica fonda le motivazioni principalmente nel trasmettere l’importanza di una corretta  alimentazione, la salvaguardia delle biodiversità, nel rispetto della natura

 

Le coltivazioni biologiche prevedono un metodo di coltivazione che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo, cercando cosi di ridurre al minimo l’impatto che noi uomini abbiamo sulla natura.

 

Nonostante le leggi di mercato il progetto vuole proporre la scoperta di prodotti e percorsi capaci di generare un rinnovato stile di cooperazione sociale partecipata anche dal consumatore finale.

 

  • Chi è secondo voi il consumatore che sceglie il bio?

Nella nostra piccola esperienza insieme ai consumatori ci siamo accorti che acquistare prodotti BIO comporta una scelta di stile di vita e di pensiero: mi voglio bene e mi interesso di ciò che mangio. Il fare spesa allora si trasforma da un semplice contenere i costi, ad una vera e propria scelta attenta al prezzo ed al gusto ma soprattutto consapevole che questi prodotti sono di qualità e i miei soldi sostengono questo modo di fare le cose… scusate la franchezza.  

 

Al consumatore i prodotti BIO potranno risultare differenti da quelli che si trovano nella grande distribuzione ma la scelta viene riconfermata nel gusto, nella digeribilità e nel profumo degli ortaggi e dei prodotti freschi che la terra offre secondo stagione.

 

  • Siete una cooperativa sociale, le cui attività̀ sono rivolte principalmente a persone svantaggiate, ma non solo. Il vostro scopo è anche di infondere una maggior consapevolezza del territorio in cui viviamo e incentivare il rispetto per la natura, è corretto?

Il nostro impegno è quello di realizzare un progetto Agricoltura Sociale,  un modo di unire l’agricoltura all’aiuto a persone in difficoltà coinvolgendo il territorio circostante riconosciuto ufficialmente anche dallo stato italiano. Con questo s’intende dare delle risposte concrete a situazioni di devianza o disagio sul territorio. Si ritiene che l’indipendenza economica che un posto di lavoro comporta sia la chiave per il riscatto sociale delle donne, e dei beneficiari che si trovano in difficoltà personali e sociali.

 

L’idea che gli spazi de La buona terra divengano luoghi di formazione e di sensibilizzazione del territorio circostante, partendo dai percorsi con le scuole dell’infanzia passando a laboratori didattici per gruppi di giovani e fino alla realizzazione di eventi culturali e/o di festa, nella filosofia che fa un progetto di agricoltura sostenibile secondo un modello di produzione economicamente vantaggioso, rispettoso dell’ambiente, socialmente giusto, in quanto contribuisce a migliorare la qualità dell’ambiente, della vita degli agricoltori e dei consumatori, privilegiando i processi di produzione naturali, evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo e utilizzando fonti energetiche rinnovabili.

 

  • Chi sono e come reagiscono le persone coinvolte nel progetto? 

Ad oggi La Buona Terra ha accolto diverse tipologie di beneficiari, dagli studenti in alternanza scuola-lavoro, a giovani e meno giovani provenienti dai corsi di formazione professionale (ENAIP e CIOFS) che svolgono alcune settimane di attività pratica sul campo. Inoltre vi è una partecipazione delle mamme ospiti della Casa di accoglienza “Sara”, struttura di accoglienza proprio adiacente alla Buona Terra, che accoglie mamme con bambino in percorsi di supporto all autonomia, gestita dalla Cooperativa Madre Teresa Cooperativa Sociale.

 

  • Come formate il personale per poter lavorare in modo consapevole ed adeguato?

La formazione è  trasversale tra la parte teorica, comprendente alcuni principi cardine: la salute, l’ecologia, l’equità, la cura delle piante e l’immediata esperienza pratica sul campo che richiede un atteggiamento di rispetto e dedizione.

 

  • Cosa fate di diverso rispetto ai vostri “colleghi” che non scelgono il biologico?

Principalmente cerchiamo di ridurre al minimo l’impatto negativo che noi esseri umani abbiamo inevitabilmente sulla natura, cosi facendo si punta a migliorare la fertilità del suolo, la biodiversità e curando anche l’ambiente circostante come anche esso parte del processo produttivo, utilizzando principalmente tecniche colturali rispettose.

 

Non utilizzando in nessun modo concimi chimici ne diserbanti o altri prodotti dannosi per l’ambiente, non solo perché pericolosi ma anche inquinanti perché, come tutti i prodotti di sintesi, per la loro realizzazione vengono utilizzate molte energie derivate dal petrolio.

 

  • Avete attivato collaborazioni con il territorio? Se sì, con chi?

Certamente, per noi è importantissimo mantenere relazioni con il territorio,sia perche siamo una realtà di recente costituzione ma anche perche siamo consapevoli che come si dice  “se si guarda solo il proprio orticello” 😉 non si va avanti tanto.

Principalmente collaboriamo con tutte le famiglie e singoli che acquistano ogni giorno i nostri prodotti e che così ci sostengono e ci permettono di continuare. 

In più abbiamo co-progettato con diversi ristoratori del territorio che per scelta utilizzano prodotti BIO, a Km 0 e con la libertà di scegliere i prodotti ed eventualmente richiederne nello specifico, ad esempio piante antiche come i pomodorini neri. In particolare il Laboratorio di pasta fresca “Mani in Pasta”, il Ristorante Cà Matilde, l’ Arrogant Pub, il ristorante A Mangiare, con cui abbiamo anche organizzato alcuni eventi di Show Cooking.

 

Stiamo iniziando collaborazioni con alcuni GAS (gruppi acquisto solidale) per cui prepariamo cassette miste con i nostri prodotti di stagione.

 

Abbiamo attivato anche collaborazioni formative con l’istituto Agrario Zanelli di Reggio Emilia, collaborazioni importanti anche con la fondazione Enaip Don Magnani accogliendo studenti per stage formativi.

 

Abbiamo iniziato un percorso didattico con alcune scuole per l’infanzia con laboratori nell’orto ed in classe per sensibilizzare i bimbi alla stagionalità e guidarli alla scoperta della fonte inesauribile di apprendimento che è la natura.

 

Collaboriamo anche con le altre realtà che fanno Biologico come la cooperativa La Collina, La Lucerna e l’azienda agricola Biogold sia per un aiuto pratico con attrezzi di cui non siamo dotati, sia che per un supporto nel fare le cose a regola d’arte.

 

Non per ultimo, come gia detto prima, collaboriamo in stretto contatto, o meglio siamo nati grazie alla Cooperativa Sociale Madre Teresa che ha deciso di ivestire nel nostro progetto sociale aiutandoci nella startup, per offrire un opportunità lavorativa alle persone accolte e per garantire un  approvvigionamento di cibo sano alle strutture di accoglienza.

 

  • Dove possiamo venire ad acquistare i vostri prodotti?

Ci trovate a Rivalta – Reggio Emilia in Via S. Ambrogio n°22, qui abbiamo gli orti e un chiosco aperto da lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 8:30 alle 12:30, nell’ orario estivo. Dal 2 Novembre per tutto l’inverno nell’orario continuato dalle 9.00 alle 16.00 dal lunedì al sabato. 

Inoltre facciamo una consegna delle ordinazioni e delle cassette tutti i giovedì mattina al centro Kennedy a Reggio.

 

Attraverso il nostro sito www.labuonaterra.bio è possibile vedere i prodotti della settimana e iscriversi alla newsletter per essere informati.

Inoltre è anche possibile fare un ordine inviando una mail ad ordini@labuonaterra.bio oppure telefonando al 3703444597.

 

Ora che l’annata agraria si sta pian piano concludendo come avrete credo già capito dalle relazioni con il territorio e ancora dall’entusiasmo che abbiamo, siamo soddisfatti di come è andata la stagione e di ciò che abbiamo creato per ora.

Grazie per questa intervista… Noi ci siamo, a voi la buona scelta!

 

L' autore : Veronica
Sogno che nel futuro si possano diffondere stili di vita sostenibile, ho grande passione per i social media e per la cucina sana. Panifico solo con pasta madre e curo l'orto insieme a mio figlio e mio marito. Mi definisco reducetariana ma adoro sperimentare piatti vegan. Il mio motto è: diffondiamo la cultura del biologico per il nostro benessere e per scegliere consapevolmente cosa acquistare.

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