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L’importanza di una dieta sana e bilanciata anche in età avanzata

La dieta appropriata per gli anziani

 

Spesso si dice che non ci sono più i valori di una volta. A dire il vero anche l’alimentazione è ben differente: quando i nostri nonni erano nel pieno dei loro anni, era tutto diverso: non esistevano i cibi precotti o pronti all’utilizzo, tanto meno le merendine o i surgelati pronti da scaldare. L’alimentazione che ha cresciuto i nostri anziani era principalmente composta da alimenti di stagione, persino la tazza di latte non era sempre disponibile. Sembra paradossale, ma la nostra alimentazione nell’arco di 70 anni ha subito grandissimi cambiamenti, purtroppo spesso in negativo. Ce ne parla SafeCare24, la prima piattaforma 100% italiana dedicata all’assistenza sanitaria domiciliare e ospedaliera e che ha alle spalle una notevole esperienza nell’ambito della salute della terza età. 

 

L’importanza degli alimenti di stagione

safecare24Conosciamo bene i vantaggi di mangiare frutta e verdura di stagione, preferibilmente biologiche e senza pesticidi (questo significa in definitiva non rischiare di ingerirli), i cibi sono ricci delle loro proprietà nutrizionali e principi attivi. Inoltre i prodotti di stagione hanno decisamente un sapore migliore. Quello che forse non molti sanno, è che uno studio condotto dal Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione nel 1997, ha dimostrato che persino il latte presenta delle differenze significative nella concentrazione dei nutrienti. Questo era dovuto principalmente all’alimentazione delle mucche: in inverno mangiano cibi meno freschi che d’estate. 

 

I cibi pre-confezionati

Per quanto invitanti e semplici da preparare, questi cibi contengono numerosi additivi alimentari. L’additivo alimentare può essere un colorante (usato per renderlo più invitante), un addensante ed anche lo stesso dolcificante è considerato tale. Sebbene vengano ampiamente utilizzati per la conservazione o il miglioramento dell’aspetto e del gusto, queste sostanze hanno dimostrato di avere degli effetti collaterali sulla salute, a cui i nostri anziani non sono stati esposti. È stato dimostrato infatti che gli additivi danno origine ad intolleranze alimentari, numerose allergie e dermatiti.

Vediamo nel dettaglio alcuni di questi:

  • Da E100 a E180: sono dei coloranti che rendono i cibi più appetibili, hanno dimostrato di avere effetti potenzialmente negativi al principio attivo dell’aspirina ed anti-infiammatori su soggetti asmatici ed allergici.
  • Da E200 a E285: ampiamente usati per la conservazione, possono provocare mal di testa, nausea e disturbi respiratori. 
  • Da E300 a E385: anch’essi impiegati per la conservazione, sovraccaricano i reni.
  • Da E400 a E495: vengono utilizzati per dare consistenza ai cibi, nascondendo spesso l’assenza di ingredienti freschi nel prodotto. 
  • Da E950 a E967, E420, E421, E1510, sono dei dolcificanti con effetti cancerogeni.

 

Il problema degli ormoni nella carne

Come i lettori di VeroBiologico sapranno ormai bene, il problema delle sostanze somministrate agli animali negli allevamenti intensivi non è da sottovalutare. Esse spaziano dagli antibiotici, somministrati a scopo preventivo per evitare lo sviluppo e la diffusione rapida di epidemie; agli anabolizzanti, finalmente illegali in Europa ma ampiamente utilizzati in diversi altri Paesi, impiegati per aumentare velocemente la massa muscolare dell’animale; al cortisone, anch’esso illecito nell’Unione Europea e somministrato in genere insieme agli anabolizzanti per diminuire lo stress dell’animale ed indurlo a mangiare di più. Un’altra sostanza ampiamente utilizzata sono i beta-stimolanti, come suggerisce la parola stessa serve ad incrementare la massa muscolare più rapidamente. 

Sebbene molte di queste sostanze siano vietate, la verità è che i controlli o sono troppo pochi o hanno limiti di rilevazione troppo bassi per poter registrarne la presenza. 

Parliamo dei rischi associati:

  • gli antibiotici, proprio come se li stessimo assumendo durante una malattia, aumenta quella che viene chiamata la farmaco-resistenza. Fondamentalmente il nostro organismo si abitua all’azione dell’antibiotico, vanificandone l’effetto quando lo dobbiamo assumere per problemi di salute;
  • per quanto riguarda cortisone ed anabolizzanti, il problema fondamentale è che sebbene non vengano rilevati, essi sono presenti nelle carni dell’animale, poiché la somministrazione viene semplicemente interrotta qualche giorno prima della macellazione. Questo porta a marcati squilibri ormonali, specialmente nei bambini. 

 

È indubbio che l’alimentazione dei nostri nonni ha garantito a pieno la loro longevità e benessere. Questo, unito ad uno stile di vita sano, lontano cioè da fonti inquinanti, ed attivo, hanno sostenuto una generazione di over 65 in netto aumento. 

I nostri nonni godevano del pieno nutrimento del cibo, impariamo da loro.

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