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Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe

Beatrice Turchi - 5 ottobre 2016 Comments0
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Come ripensare i diritti dei nostri figli partendo dalla nostra esperienza

 

Qualche giorno fa, sul numero di Agosto della Rivista 12Pistoia (per la quale scrivo anch’io) ho letto un interessantissimo articolo della Ludoteca Cappellaio Matto, in collaborazione con l’Agriturismo Menghino di Casore di Monte.

 

manifesto di bambini e bambineSi parlava del Manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe di Gianfranco Zavalloni. È un manifesto rivolto ai grandi, i quali, per capire l’infanzia e la fanciullezza, devono ripensarsi bambini. E per farlo, si devono porre alcune domande:

 

Cosa amavo fare?

Dove giocavo?

Con chi mi piaceva stare?

 

Il Manifesto di Zavalloni, facilmente reperibile online, elenca alcuni diritti naturali dei bambini, ovvero:

 

  • DIRITTO ALL’OZIO: oggigiorno è tutto programmato e scandito troppo alla perfezione. Anche i bambini hanno l’agenda piena di impegni, non c’è spazio per l’imprevisto. E non c’è tempo per annoiarsi. Invece, come diceva Sandro Penna “I bambini giocano con tutto, anche con la noia”.

 

  • DIRITTO DI SPORCARSI: i genitori hanno spesso il terrore che i figli, giocando o mangiando, si possano sporcare. Ma i bambini hanno il sacrosanto diritto di mischiarsi con la natura che li circonda: la sabbia, la terra, le foglie, il fango. Il bambino deve entrare in contatto con questi elementi per crescere serenamente.

 

  • DIRITTO AGLI ODORI: oggi tutti i luoghi hanno lo stesso odore, di detergente! La scuola, il supermercato, l’ospedale… Ma un bambino ha bisogno di imparare fin da piccolo il gusto degli odori, di percepire il profumo offerto dalla natura: il profumo di humus misto ad erbe selvatiche del bosco, il profumo di terra dopo un acquazzone. Sono tutte esperienze che accompagneranno il bambino lungo tutta la sua esistenza.

 

  • DIRITTO AL DIALOGO: oggi non c’è più dialogo. Si parla, ma non si ascolta. Se si guarda anche le trasmissioni di politica, il talk show, ad esempio, la gente parla, parla, parla, urla, grida, vince chi fa la voce più grossa. E proprio questa è la cosa più deleteria per i bambini: la televisione. Con la televisione non si dialoga, ma si partecipa passivamente, non attivamente.

 

  • DIRITTO ALL’USO DELLE MANI: ormai abbiamo perso la bellezza dei lavori manuali. Anche i giochi per bambini non danno più spazio alla creatività e alla manualità. È tutto già pronto, preconfezionato. Mancano le occasioni per sviluppare le abilità manuali e in particolare la manualità fine. E questo diritto all’uso delle mani è uno dei più disattesi della nostra società post-industriale.

 

  • DIRITTO AD UN BUON INIZIO: ovvero a imparare fin da piccoli ad avere rispetto dell’ambiente, a fare attenzione a ciò che si mangia, si beve, a non inquinare. Nonché il gusto dello stare insieme, di conoscersi tra vicini di casa, tra abitanti dello stesso quartiere.

 

  • DIRITTO ALLA STRADA: questo diritto si riallaccia al precedente. Ormai le città non sono più a misura di bambino: le piazze sono diventate dei parcheggi, le strade sono invivibili. Piazze e strade sono diventate dei luoghi di allontanamento invece che di avvicinamento.

 

  • DIRITTO AL SELVAGGIO: i parchi per bambini sono sempre più improntati sul divertimento e lo svago. Mentre, invece, un bambino avrebbe bisogno di giocare con la natura selvaggia e dare libero sfogo alla fantasia.

 

  • DIRITTO AL SILENZIO: i bambini hanno bisogno anche di ascoltare il silenzio, senza rumori di sottofondo: lo spumeggiare del mare, il soffio del vento, il canto degli uccellini…

 

  • DIRITTO ALLE SFUMATURE: le sfumature tra luce e buio, ma anche tra bianco e nero, sono fondamentali in un mondo sempre più globalizzato, in cui è necessario aprirsi a nuove culture, nuovi mondi, nuove idee…

 

Gianfranco Zavalloni, la pensa esattamente come me, quando dice: “Cerchiamo insieme di guardare il mondo con gli occhi dei bimbi e delle bimbe”.

Il motto del mio blog L’Agenda di mamma Bea è proprio questo: “Guarda il mondo con gli occhi di un bambino”.

 

Beatrice

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L' autore : lagendadimammabea

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