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Ritorno al Biologico: un percorso da nonna Delma alla consapevolezza alimentare

Redazione - 22 gennaio 2016 Comments0
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Per la rubrica Ritorno al Biologico, ospitiamo il post di Manuela che ci racconta il suo percorso di consapevolezza alimentare

 

La storia che racconto qui è quella della nonna, la Delma ed è anche la storia dell’evoluzione verso un’alimentazione consapevole ed una scelta di vita sostenibile.

 

ritorno al biologicoCome la maggior parte dei ragazzi della mia età – ho superato da poco i 40 anni – sono cresciuta con la nonna, i miei genitori lavoravano.  La nonna che adoravo, era nata in un paesino nell’Appennino Reggiano nel quale ha lavorato in una tenuta agricola come contadina sotto padrone, come diceva lei. Durante la seconda guerra mondiale era lì con le sue mucche e le terre del padrone, anche se il cibo scarseggiava, dai contadini qualcosa da mangiare c’era sempre.  In quel contesto, la Delma ha imparato a cucinare in modo semplice e naturale. Poi si è trasferita in città, a Reggio Emilia, per il lavoro del nonno.

 

Quando sono nata io, lei mi ha cresciuto, coccolato e nutrito con le sue cose fatte a mano, in casa. Con i suoi strepitosi tortelli cucinati solo una due volte all’anno, con le bietole e le verdure del contadino. Con il suo erbazzone montanaro col riso… chi lo ha assaggiato se lo sogna ancora di notte come prelibatezza suprema. E con tutte le sue altre mille ricette semplici ma superlative.  

 

Nella nostra via, però, proprio nell’angolino, nacque una delle prime piccole COOP di Reggio. E a casa mia, ahimè, cominciavano ad entrare i primi cibi industriali. Devo comunque ritenermi fortunata, perché la Delma non si faceva abbindolare troppo dalle merendine e continuava imperterrita con la sua cucina casalinga tipicamente reggiana. 

Ora penserete:”Che fortuna, ti ha insegnato a far da mangiare?!”… sbagliato! Mi sono sposata nel 2000 e non sapevo nemmeno fare una pastasciutta. 

 

Ecco quindi partiamo da qui: da quando sono uscita di casa e quando il supermercato è entrato a far parte della nostra vita mia, di mio marito e dei miei due figli! 

Per pigrizia, per mancanza di tempo – che poi non è così – e per disinformazione abbiamo mangiato per anni quello che il frigo proponeva…

 

Quando è nato il mio primo figlio, dentro di me ha cominciato ad insinuarsi un dubbio: “Ma lo sto nutrendo in modo giusto?”. La risposta era SÌ, perché me l’aveva detto la pediatra “…e lei sa quello che fa!”. Quindi sono andata avanti per questa strada, per anni, la mia nonna ormai non c’era più e quel poco di cultura di cibo sano se n’era andato con lei.  

 

Però – perché c’è sempre un però – non ero convinta di fare la cosa giusta. Quindi mi sono buttata sulla cucina salutista fai da te. Prima abbiamo fatto diete pesate.. 50 grammi di prosciutto cotto, 100 di latte… 50 di carne rossa… (ndr☺anche il dietologo sa quello che fa), poi vegani improvvisati con tanta margarina e oli vegetali, aiuto!! Infine quando il colesterolo di mio marito e anche il mio salivano troppo ho capito che c’era qualcosa che non andava.

 

Così mi sono iscritta a un corso di cucina naturale e lì finalmente ho visto la luce. Stavo sbagliando tutto. Forse è stata la Delma a mandarmi al quel corso. Ora sono iscritta a un GAS, gruppo di acquisto solidale. Comprando attraverso il gruppo ho la garanzia che i prodotti siano biologici e di ottima qualità. I

l pane, la pizza se posso li  faccio io  in  casa con farine integrali o semi integrali. Il prosciutto cotto, la mortadella, le merendine e tutti i prodotti industriali  (se non biologici o con ingredienti naturali) sono usciti da casa nostra. La carne rossa è stata sostituita in parte dalle proteine vegetali dei legumi e sono entrati i cereali. E tanta tanta verdura.

 

Ogni tanto i miei figli vogliono il panino con l’hamburger di carne… perché no?! Faccio il pane e compro la carne la carne biologica dove allevano le mucche e dove sono sicura di quello che mangiano. Una volta o due al mese glielo concedo. 

 

Ma la pizza con i wurstel e le patatine proprio non passano!!! Anche se alle cene di classe è quella che va per la maggiore… Io lo dico alle mamme: “Controllate cosa mettono dentro ai wurstel!!” e loro mi guardano come se fossi un alieno. Capisco, la consapevolezza alimentare è un percorso lungo e difficile.

 

Per finire la mia storia vi dico che sono tornata da capo. Sono tornata alla Delma e alle sue cose buone. Ho sbagliato per tanti anni ma poi ho capito che il segreto sta nella semplicità. Quella della mia amata nonna Delma!

 

Manuela da Reggio Emilia

 

Ringraziamo Manuela per il suo contributo e la condivisione della sua storia!

 

Avete anche voi una storia di #RitornoAlBiologico da raccontarci e condividere su VeroBiologico?

Inviatela a info@verobiologico.it con oggetto #RitornoAlBiologico, saremo felici di pubblicarla in questa rubrica del Blog.

 

L' autore : Redazione

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