Verobiologico
Caricamento...
  • Condividi su:

Un brindisi consapevole senza solforosa

Bere buon vino è un piacere e ancora meglio sarebbe escludere l’anidride solforosa

 

Oggi ospitiamo l’articolo di un’enologo e produttore di vino bio senza solforosa aggiunta che ci racconta la sua esperienza:

 

C’era una volta quella mitica figura che agli inizi del ‘900 girava per le cantine e per le campagne a pesare e vendere quel bisolfito che curava tutte le malattie del vino, imbalsamandolo completamente! (testimonianze dirette di vecchi enologi)

 

Purtroppo solo ora che si valuta sempre più la salubrità degli alimenti, si diffonde l’idea che dopo più di cento anni qualcosa può cambiare.

 

È urgente per la salute di tutti e il perchè lo lascio a uno dei documenti meno allarmistici – fonte CNR Pisa 2011 – che ci siano negli ambienti scientifici: per darvi un’idea una persona di 70 kg con 300 ml al giorno assumendo vini convenzionali con valori anche a 150 mg/l di so2 si è in tossicità!!! Ma nessuno parla anche dei danni da cronicità di assunzione…..

 

In Italia e in Francia il cambiamenti avverrà per ultimo perchè sono i più grandi produttori mondiali e convertire più di 100 milioni di ettolitri complessivamente nei due stati è faraonico, non conviene economicamente, non è compatibile con l’impostazione tecnologica delle cantine convenzionali, converrebbe semplicemente alla salute quindi non si farà in tempi rapidi ne lenti credo.

 

Ma se nelle fiere di settore dei vignaioli naturali c’è sempre pubblico, non ci sono pregiudizi sensoriali, l’età media è bassissima, sono informatissimi sulla salute, vuol dire che qualcosina si stà muovendo nel corpo tra chi beve senza impostazioni croniche di marca o di gusto.

Confrontandomi con queste persone ti parlano di una esigenza vitale, un’allergia smaltita, un mal di testa cronico debellato, una figlia di 15 anni che se mette il naso su un vino con solforosa, ha nausea, una terapia di lavaggio gastrico e intestinale disintossicante… tanti aneddoti veri. 

 

Quest’anno per la prima volta, dal  reparto oncologia, qualche medico ha segnalato il problema: forse si muoveranno prima i medici degli enologi… speriamo!

 

Per i primi tremila anni di storia il vino si è fatto senza anidride solforosa, non sarà un vicoletto cieco di cento anni preso contromano a farci paura… magari un passo indietro e due tre in avanti in altre direzioni come in tanti per fortuna stiamo provando a fare vini senza solforsa aggiunta… al limite chiedete informazioni quando comprate un vino non è un diritto sapere?

 

Per approfondire, scarica qui il documento sull’anidride solforosa del CNR.

 

 

In fondo molte rivoluzioni si possono fare anche solo pretendendo spiegazioni.

 

Alberto e Giovanni Masini, enologo, da Ca’ de Noci az. agr. 

 

vino bio
Per offrirti il miglior servizio possibile in questo sito utilizziamo i cookies, anche di terze parti a solo scopo statistico. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso. Ulteriori informazioni.