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Carne rossa e insaccati sotto accusa

Intervista a DiSanaPianta sul consumo di carne e le sue alternative

 

Gli insaccati e la carne rossa sono al banco degli imputati: qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scagliato la pietra dopo anni di avvertimenti degli esperti e ha dichiarato che le carni elaborate aumentano il rischio di cancro del colon e dello stomaco ed anche che la carne rossa è probabilmente dannosa.

 

I produttori di carne sono infuriati, i vegetariani ed i vegani sono soddisfatti, e i ricercatori sul cancro sono aperti verso questo ​​pronunciamento sul rapporto tra il nostro stile di vita e il cancro.

 

L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione in Francia, ha analizzato decenni di ricerca e per la prima volta mette le carni elaborate nella stessa categoria di pericolo di fumo o amianto. Non significa che i salumi fanno male come le sigarette, solo che c’è un legame confermato con il cancro.

 

Mentre gli Stati Uniti i tassi di cancro al colon sono in calo, a livello mondiale è il tumore al secondo posto per le donne in tutto il mondo e al terzo posto per gli uomini, secondo l’OMS.

 

Gli esperti hanno tempo messo in guardia contro i pericoli di certe sostanze chimiche utilizzate per la conservazione della carne e la preparazione di insaccati, come i nitriti e nitrati, che il corpo converte in composti che causano il cancro. È anche noto che la carne alla griglia è sospetta cancerogena. 

 

I medici nei paesi ricchi hanno a lungo consigliato di mangiare poca carne rossa e insaccati, non solo per il rischio di cancro, ma soprattutto per rischi cardiovascolari derivati dai grassi saturi e dal sodio.

 

Questa rapporto afferma che cuocere, friggere o altri metodi ad alta temperatura di cottura della carne rossa produce la più alta quantità di sostanze chimiche sospettate di provocare il cancro. La raccomandazione è cucinare carne rossa a basse temperature e si suggerisce di prediligere pesce o pollame.

 

Abbiamo a questo proposito intervistato le sorelle Braglia di DiSanaPianta per avere un parere autorevole da chi si batte da anni per la diffusione di uno stile di vita sano a tavola. 

 

A loro abbiamo chiesto come si possono sostituire le proteine di origine animale con particolare riferimento all’alimentazione dei bambini. Lorella Braglia ci ha detto che:

 

disanapiantaL’apporto proteico è importante, ma la quantità di proteine necessarie nell’alimentazione quotidiana è molto inferiore rispetto a ciò che normalmente pensiamo. È credenza diffusa che le proteine si trovino solo nella carne o nei prodotti di derivazione animale. Con la cucina naturale si scopre invece che nel mondo vegetale troviamo tutte le proteine di cui abbiamo bisogno. Ne sono ricchi i legumi, i cereali integrali, la frutta a guscio, le alghe.

Si tratta solo di informarsi, di aver voglia di approfondire e uscire dalle facili conclusioni indotte dalla pubblicità e da un’informazione generalista e grossolana. 

E di imparare a cucinare. In particolare i legumi si prestano a molte interpretazioni adatte ai bambini: sotto forma di paté appetitosi da spalmare, o di burger saporiti, come condimento per la pasta. Abbinati alle verdure di stagione e ai cereali integrali costituiscono la base per un’alimentazione quotidiana equilibrata, e sono lo strumento indispensabile per sostenere la salute del nostro intestino. Questo vale per i bambini ma anche per gli adulti”.

 

E se anche la correlazione tra consumo di carne e cancro non è paragonabile a quella con il fumo, ci sentiamo di sconsigliarne il consumo spregiudicato soprattutto di insaccati seguendo i preziosi consigli di chi può aiutarci a seguire comunque una dieta bilanciata e sana.

 

no alla carne
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