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Dai pesticidi agli additivi: ecco come viene trattata la frutta e la verdura che mangiamo

Spesso sottovalutiamo la quantità di pesticidi, erbicidi, additivi chimici ed i trattamenti a cui sono sottoposti frutta e ortaggi

 

Acquistare direttamente dal contadino un prodotto locale e stagionale, senza conservanti, senza coloranti o altri additivi chimici può essere una strategia utile per difendersi dalle insidie nascoste nella frutta e verdura della grande distribuzione. Conoscere il produttore che coltiva e raccoglie nei campi i prodotti può essere una garanzia rispetto al nostro acquisto. Dal momento che non tutte le coltivazioni sono biologiche, a basso impatto ambientale, e provenienti da lotta integrata, la conoscenza diretta di chi produce il nostro cibo che abbia una sviluppata coscienza ambientale, ci può aiutare a difenderci dalle insidie nascoste dietro a un semplice frutto. 

 

concimi chimici ad esempio, sono sostanze artificiali che vengono utilizzate per nutrire i terreni e favorire la crescita delle piante. Le piante sono più povere di  sali minerali e oligoelementi, più deboli e più soggette all’attacco dei parassiti e a malattie. Contengono purtroppo elevate dosi di potassio e acido fosforico mentre hanno scarse quantità di rame, sodio e magnesio, sostanze estremamente importanti per l’organismo. I prodotti che provengono dalle coltivazioni intensive sono la causa di carenza di minerali, vitamine e oligoelementi nell’uomo e negli animali.

 

Sarebbero da preferire i concimi organici, che derivano dagli scarti vegetali e dagli escrementi animali, che nutrono e fortificano il terreno, rendendolo pronto alle coltivazioni e apportando così ai vegetali tutte le sostanze preziose all’organismo. Le sostanze chimiche vengono ridotte in favore del lavoro manuale nei campi.

 

Pesticidi e diserbanti vengono usati nelle coltivazioni intensive su superfici di grandi dimensioni, dove spesso proliferano parassiti; per eliminarli attualmente vengono utilizzate sostanze non biodegradabili, distruggendo così gli insetti nemici ma anche quelli utili. Questi prodotti rendono tossiche frutta e verdura e il semplice lavaggio non basta; è consigliabile consumarle privi di buccia, che però è la parte più ricca di sostanze nutritive.

 

Anche nella frutta e nella verdura possiamo riscontrare la presenza di additivi sintetici molto più di quanto crediamo.  Dal campo alla supermercato, riscontriamo una serie di passaggi e trattamenti a cui spesso non pensiamo.

 

Ad esempio il drenching ovvero il sistema di trattamento a doccia: questi macchinari che servono a fare scorrere acqua direttamente sulla frutta contenuta in casse o barili. Questo liquido contiene una serie di prodotti chimici che servono come antiriscaldo sulle mele, nello specifico difenilammina, come migliorativo della conservazione su pere, mele e kiwi, nello specifico lecitina di soia, come anticalo di peso e migliorativo della conservazione delle ciliegie, nello specifico esteri di zuccheri, per la ceratura protezione delle mele, pere, agrumi in generale, nello specifico surfactanti a base di cere per dare alla buccia non solo maggiore lucidità ma anche maggiore resistenza agli insetti.

 

L’applicazione di questi additivi può avvenire anche per immersione che consiste nell’immergere, in acqua e prodotto debitamente diluito, il contenitore pieno di frutta da trattare.

 

Esiste ancora un terzo procedimento chiamato termonebulizzazione (o aerosol) che  permette il trattamento della frutta direttamente nel locale di stoccaggio o in cella di conservazione. Indipendentemente dalla temperatura, viene generata una nebbia molto fine che trasporta le sostanze attive da applicare.

 

Ai prodotti chimici già elencati si aggiunge: lantimarcio e il fungicida su mele, pere e uva da tavola, nello specifico il pyrimethanil, l’antigermogliante su patata, nello specifico il CIPC, e il nuovo antigermogliante naturale per patate, cipolle, aglio e bulbi da fiore, nello specifico olio di menta.

Si tratta di sostanza che hanno la funzione di valorizzare l’estetica dei prodotti a cui vanno aggiunte le sostanze specifiche per lavaggio.

 

Tutti questi additivi e procedimenti descritti sono da considerarsi normali operazioni compiute dalle aziende e dai consorzi che raccolgono la frutta per la vendita al dettaglio. Ancora una volta raccomandiamo di non mangiare la frutta con la buccia, di sceglierla biologica e non trattata superficialmente.

Spesso nei supermercati viene specificato quando la frutta è trattata in superficie e con quali sostanze, in questo caso evitate di acquistare questi prodotti in favore di altri naturali e non trattati. In particolare facciamo attenzione agli agrumi se vogliamo usare le bucce, per dolci, guarnizioni o altro e selezioniamo limoni, arance e mandarini non cerati o non trattati in superficie.

Infine evitiamo di acquistare frutti esotici, ovvero frutta che molto spesso ha fatto il giro del mondo prima di arrivare sulle nostre tavole, che quindi è stata raccolta con molto anticipo poi a manipolata per maturare a destinazione. 

 
additivi
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