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Il grano duro Senatore Cappelli: origine e peculiarità

Il Senatore Cappelli è un grano duro che nasce grazie alla ricerca ed alle sperimentazioni sul campo di Nazareno Strampelli

 

strampelliNazareno Strampelli, nato il 29 maggio 1866 in provincia di Macerata e laureatosi in agraria a Pisa, cominciò agli inizi del ‘900 a studiare il frumento con la finalità di migliorarne qualità e produttività pur non conoscendo le scoperte sulla genetica di Mendel.

Strampelli concentrò le sue ricerche sugli incroci di semi provenienti da ogni parte del mondo, diversamente dei suoi detrattori come Francesco Todaro, che sostenevano sufficiente procedere ad una lenta selezione dei frumenti autoctoni scegliendo le piante migliori e che consideravano gli ibridi di Strampelli una moda passeggera.

 

Strampelli, che nel 1903 vinse la “Cattedra ambulante di agricoltura” a Rieti, era molto incuriosito dalle qualità del grano Rieti Originario, coltivato da sempre nel capoluogo sabino. Questo frumento era molto apprezzato in tutta la penisola soprattutto perché aveva il grande pregio di resistere ad una malattia, la ruggine, ma al contempo era soggetto all’allettamento, cioè al ripiegamento a terra della pianta a causa di vento e di pioggia.

In uno scritto del 1932 Strampelli spiega che il metodo selezionista in voga all’epoca sarebbe stato vano su di un grano come il Rieti, le cui caratteristiche genetiche forgiate dalla natura e dal clima erano rimaste inalterate per secoli. Volendo inserire delle nuove caratteristiche era necessario assimilarle da altre varietà.

Ecco allora che Strampelli inizia a raccogliere grani da ogni parte del mondo, arrivando a collezionarne più di 250, per cercare di inserire le nuove caratteristiche nel Rieti tramite incroci.

Strampelli effettuò e descrisse l’incrocio di più di 800 frumenti, molti dei quali utilizzando il Rieti originario come padre o madre ma così facendo ne decretò l’oblio, proprio grazie al successo dei suoi incroci.

 

Il grano Ardito, ad esempio, è stato ottenuto incrociando il Rieti Originario con il Wilhelmina Tarwe, varietà olandese ad alta produttività, e successivamente incrociando il risultato con l’Akakomugi, un frumento giapponese caratterizzato dalla taglia bassa e maturazione precoce. A sua volta il Wilhelmina era un incrocio tra una varietà locale olandese (Zeeuwse Witte) e una inglese (Squarehead).

L’Ardito maturava 15-20 giorni prima del Rieti, era alto 80-100 cm, resisteva al freddo e alla ruggine, ed era molto produttivo.

Grazie all’Ardito e agli altri grani di Strampelli durante il regime fascista aumentò sensibilmente la produzione italiana di frumento ampliando di poco la superficie coltivata nel corso della cosiddetta battaglia del grano.

Un altro successo inaspettato di Strampelli fu la riduzione del rischio, per i contadini, di contrarre la malaria: nelle zone paludose infestate dalla malaria il grano giungeva a maturazione nel picco di diffusione delle zanzare malariche. Anticipando la mietitura si migliorarono anche le condizioni sanitarie dei contadini.

Solamente grazie agli sviluppo della biologia molecolare è stato possibile identificare i geni responsabili delle caratteristiche introdotte da Strampelli in quasi tutti i suoi grani a partire dall’Ardito. 

 

cappelliNel 1907 il deputato del Regno Raffaele Cappelli, promotore nei primi del novecento della riforma agraria che ha portato alla distinzione tra grani duri e teneri, permise a Strampelli di effettuare delle semine sperimentali nei sui terreni vicino a Foggia. Come già aveva fatto per il grano tenero, Strampelli selezionò e incrociò sia grani duri autoctoni del sud d’Italia e delle isole sia provenienti da altri paesi del mediterraneo.

Nel 1915 selezionò una varietà autunnale con buone qualità di adattabilità e adatta alla pastificazione, ottenuto della varietà locale tunisina Jenah Rhetifah. È il grano che nel 1923 verrà rilasciato omaggiando con il cognome di Raffaele Cappelli, nel frattempo divenuto Senatore. Strampelli rilascia altre varietà di grano duro come il Milazzo e il Tripolino, ma è il Senatore Cappelli che diventa un successo tra gli agricoltori italiani, nonostante fosse alto e suscettibile all’allettamento. Era infatti molto più produttivo dei grani duri utilizzati in precedenza. Le rese passarono dalle 0,9 tonnellate per ettaro del 1920 a 1,2 della fine degli anni ’30. 

Il Senatore Cappelli, definito razza eletta negli anni ’30 – ’40, era di largo uso nelle terre di Puglia e Basilicata. 

La pianta ha un’altezza di circa 1.80 metri e contiene percentuali più elevate di lipidi, amminoacidi, vitamine e minerali, nonché caratteristiche di elevata digeribilità. 
È un frumento duro, ristato, ovvero dotato di ariste – i filamenti che si notano nelle graminacee – ed è anche molto duro, per cui la pasta rimane sempre al dente, non scuoce mai.  

Il Senatore Cappelli sostituì molti grani duri autoctoni sino a raggiungere, nei decenni successivi, un’estensione pari al 60% della superfice italiana coltivata a grano duro. La stessa sorte era toccata a molte varietà di frumento tenero spazzate via dall’arrivo dei semi di Strampelli, che presto coprirono più dell’80% della produzione italiana. Per questo motivo sino all’inizio della “battaglia del grano”, nel 1925, i frumenti produttivi di Strampelli in alcune zone d’Italia furono visti con molta diffidenza perché contrastavano con l’uso tradizionale dei grani locali.

 

Negli anni ’60 a loro volta le varietà di Strampelli furono sostituite da altre più produttive ottenute però, quasi sempre, da mutazioni o da incroci a partire dalle sue varietà, primo fra tutti il famoso grano Creso ottenuto irradiando con raggi gamma del cobalto radioattivo, provocando mutazioni genetiche. 

In particolare il grano è stato nanizzato in modo tale che le spighe non crescessero molto in altezza. In questo modo, però, la varietà è stata inevitabilmente mutata ed ibridata alla varietà Creso, di origine messicana e che costituisce oggi il 90% della produzione di grano mondiale. 

 

Strampelli non si arricchì mai con i suoi frumenti, scegliendo di non richiedere royalties per lo sfruttamento commerciale dei semi da lui ibridati. Purtroppo è ancora scarsamente conosciuto, sia in Italia che all’estero, perché nonostante la prolificità nell’ottenere nuovi ibridi, non ha lasciato pubblicazioni scientifiche, quasi che tutto il tempo a sua disposizione dovesse essere impiegato solo nel lavoro nei campi e in laboratorio. La conseguenza però fu che nel giro di pochi decenni dalla sua morte avvenuta nel 1942, complice forse anche il suo coinvolgimento con il partito fascista, Strimpelli è caduto nell’oblio.

 

La prossima volta che gusterete una pasta o un pane fatti con farina Senatore Cappelli, ricordatevi di Strampelli, lo scienziato che con la genetica ha migliorato la coltura italiana (e non solo italiana) del frumento tradizionale.

fonte 

cappelli
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