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Il vino biologico più benedetto d’Italia

A Putzu Idu sorge l’azienda vinicola della Compagnia delle figlie del Sacro Cuore evaristiane

 

Pare che la Compagnia delle figlie del Sacro Cuore evaristiane abbia preso alla lettera il passo dell’Antico Testamento: «Bevi il tuo vino con cuore allegro» (Ecclesiaste 9:7).

 

Nell’azienda vinicola più benedetta d’Italia, quella della Compagnia delle figlie del Sacro Cuore evaristiane, le suore vendemmiano, potano e vinificano vini di qualità e soprattutto biologici.

 

Tutto nasce da Evaristo Madeddu, il padre fondatore della comunità religiosa, scomparso nel ’66, che dedicò la vita all’assistenza dei disagiati. Ma padre Evaristo, famoso in tutta la Sardegna per il suo carisma di predicatore, fu soprattutto un uomo pratico. Sarto, contadino, costruttore, pittore, scultore, Madeddu decise fin dal dopoguerra che la sua comunità doveva perseguire un regime di autoproduzione in campo agricolo, che permettesse non solo il sostentamento senza bisogno di elemosine, ma servisse anche come attività di formazione e orientamento al lavoro per le persone con disabilità.

 

Oggi le cinque suore evaristiane di Putzu Idu, con l’aiuto di confratelli, volontari e laici, ospitano nei mesi estivi un centinaio di persone di ogni età – la decana ha compiuto da poco 100 anni – e continuano a dedicarsi alla coltivazione della terra. La cultura della solidarietà contadina, l’idea tipica per cui l’aiuto reciproco fa parte dell’armonia della natura, dove c’è il piano salvifico divino ma c’è anche un aspetto molto terreno, e cioè la solidarietà.

 

L’azienda ha a disposizione 23 ettari, frutto di una donazione degli anni 80, per metà dedicati alla coltivazione di ortive e per l’altra metà ai vigneti. Tutto il prodotto è di agricoltura biologica certificata per qualità e rintracciabilità.

 

La scelta del biologico è anche frutto della visione delle suore evaristiane. Il fatto è che loro vedono in ogni tecnica non naturale una sorta di intrusione che ne rompe l’armonia, il vino si può fare in un solo modo: quello biologico. Per cui non si tratta di una scelta fatta per speculare ed entrare in un business di moda.

 

Oggi le suore evaristiane producono tre Doc – il Cannonau Aristo, il Monica Flora e il Vermentino Is Araus – e due Igt: uno bianco (da uve vermentino, chardonnay e sauvignon) e un rosso (sangiovese, cabernet sauvignon, barbera e cannonau). Inoltre, quest’anno, è nato un ottimo passito da meditazione, il Dominus. Tutto l’iter del vino, dalla coltivazione alla vendita, è seguito dalle sorelle, dai confratelli, dagli ospiti della comunità e da numerosi volontari.

 

Recentemente al “Concorso Internazionale dei Vini Biologici” di Bad Dürrheim in Germania, i vini Aristo Cannonau di Sardegna DOC 2013 e Is Araus Vermentino di Sardegna DOC 2013 hanno ottenuto due medaglie. Precisiamo che i vini a concorso erano 729 presentati da 184 produttori provenienti da 19 paesi del mondo.

 

Anche noi incoraggiamo questa azienda invitandola a continuare nella direzione del biologico ed della qualità per ottenere questi risultati lusinghieri. Riteniamo inoltre che sia giusto acquistare questi prodotti perché si sostengono indirettamente questi progetti favorendo i programmi sociali della comunità e in ogni caso i prodotti meritano attenzione per l’alta qualità.

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