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In una utile infografica i numeri del bio nel mondo

Grazie al periodico Valori, vediamo nel dettaglio i numeri del biologico nel mondo

 

L’estensione complessiva dei terreni dedicati al biologico su scala globale è 78 milioni di ettari come dichiarato nell’ultimo rapporto congiunto FIBL – Forschungsinstitut für biologiche Landau –  e IFOAM – International Federation of Organic Agricolture Movements – sui dati 2013, anno in cui sono disponibili i tutti i dati. 

 

Nel dettaglio, 35.000.000 sono dedicati al pascolo e ad altre attività non agricole, i restanti 43 milioni sono dedicati alle coltivazioni, due terzi delle quali si trovano in Europa e in Oceania. 

Gli ettari di terreni bio nel 2014 in Australia erano 17.150.000 (anche se in prevalenza a pascolo per il bestiame), in Argentina  3.061.965, negli Stati Uniti si era a 2.178.471 , mentre in Cina gli ettari erano 1.925.000.

 

Particolarmente significativa la graduatoria in termini relativi: nelle isole Falkland, le coltivazioni bio si estendono sul 36,3% dei terreni agricoli totali. Un primato assoluto in un contesto mondiale dominato dall’Europa, grazie soprattutto al contributo di Liechtenstein con il 31%, Austria con il 19,5%, Svezia  con il 16,3%, Estonia con il 16% e Svizzera con il 12,2%.

bio

Gli ettari del biologico in Italia erano 1.317.913, dati che nel 2015 registrano un ulteriore incremento: gli ettari totali son passati a 1.429.579, che pesano per il 12% dell’intera superficie agricola nazionale, con una crescita di quasi di un punto percentuale.

 

Buona parte delle aziende agricole convertite al biologico è costituita da imprese che cercano di affrancarsi da un mercato convenzionale che le soffoca: sono la conseguenza della ricerca del prodotto a basso prezzo anche se i prezzi non sono assolutamente sostenibili da parte di chi produce. Non si può pretendere di avere un prodotto italiano senza esser disposti a pagare i costi che comporta produrre in Italia.

Al censimento 1990 in Italia c’erano 3.023.344 aziende agricole, a quello 2010 1.630.420: in vent’anni hanno chiuso un milione e quattrocentomila.
Probabilmente se fossero stati pagati prezzi equi in soli vent’anni non avrebbero chiuso i battenti un numero di aziende agricole comparabile a quello dei residenti del comune di Milano.

 

In sostanza quello che i numeri ci dicono è che lo sviluppo del numero di aziende biologiche e delle superfici in una certa parte dipende dai prezzi insostenibili che l’industria convenzionale e la grande distribuzione impongono agli agricoltori, prezzi che non coprono i costi di produzione in particolare modo per cereali, latte, pomodoro da industria e li accompagnano inesorabilmente alla chiusura.  

 

Oltre al problema dei prezzi, bisogna sottolineare c’è stato anche un aumento della sensibilità ambientale, della tutela della propria salute tra i produttori agricoli ed a un costante aumento della domanda di biologico da parte dei consumatori italiani che ad oggi sono 18.000.000.

 

Con buona pace di chi ritiene che il biologico sia solo una moda passeggera, la scelta di una agricoltura sostenibile per l’ambiente e per gli agricoltori diventerà probabilmente l’unica strada che ha senso percorrere.

 

fonte

riso bio
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