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L’agricoltura bio è un alleato contro il climate change

Al Parco della Biodiversità si è parlato del ruolo dell’agricoltura biologica nella lotta ai cambiamenti climatici

 

Utilizzando le stesse parole del presidente Obama, il problema dei cambiamenti climatici non è più un problema di un’altra generazione, non più. Dobbiamo fare i conti quotidianamente con questa realtà. Per questo motivo si devono fare scelte sostenibili ed una di queste, in campo agricolo, è l’agricoltura biologica.

L’agricoltura bio non solo tutela l’ambiente dai pesticidi e salvaguarda la nostra salute grazie ad alimenti più ricchi di sapore e di sostanze nutritive, ma può essere una delle soluzioni per contrastare il riscaldamento globale. 

 

A moderare il convegno Il ruolo dell’agricoltura biologica nella lotta ai cambiamenti climatici presso il Teatro della Terra del Biodiversity Park, c’era il meteorologo Luca Lombroso, tra i più attivi nel cercare di diffondere consapevolezza sul tema dei cambiamenti climatici e nel denunciare informazioni scorrette e #meteobufale. “Il settore agricolo è responsabile della fetta più grande della torta delle emissioni in atmosfera, insieme alla deforestazione e più dei trasporti”, ha dichiarato Lombroso. “Oggi è fondamentale attuare qualsiasi iniziativa che vada incontro alla necessità di ridurre le emissioni. Quindi se l’agricoltura biologica può aiutare a ridurre questa fetta, è necessario convertire le coltivazioni tanto più che i rapporti sul clima ci dicono che il nostro obiettivo è arrivare all’azzeramento delle emissioni entro il 2070”.

 

Lombroso ha anche coniato un nuovo ashtag per l’evento: dopo #meteobufale, ci sarà #agrobufale per smascherare tutti i falsi miti contro l’agricoltura bio. Uno dei primi luoghi comuni smentito al convegno dalla ricerca di Migliorini è che i terreni coltivati in modo biologico abbiano una resa inferiore rispetto a quelli convenzionali perchè sul lungo periodo, la resa è la medesima.

 

Paola Migliorini, professore associato dell’Università di Pisa e vicepresidente di AgriBioMediterraneo, affiliata alla Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (Ifoam) ha condotto una ricerca sulle emssioni di CO2 in agricoltura biologica da cui si evince che la riduzione è elevata.

 

Migliorini ha presentato i risultati della ricerca di Montepaldi: l’esperimento a lungo termine è stato condotto in Italia nell’arco di cinque anni, dal 2003 al 2007, e attraverso rotazioni lunghe, in grado di arricchire il suolo di sostanze organiche, i terreni coltivati con metodi biologici hanno aumentato la loro capacità di assorbire CO2 (a paragone di quelli convenzionali).

Il taglio delle emissioni registrato ha raggiunto punte superiori al 50 per cento in riferimento a ogni ettaro coltivato e di oltre il 60 per cento per ogni chilogrammo di raccolto.

 

La conclusione di tutti gli interventi al convegno è stata che l’agricoltura biologica e sostenibile è uno dei più grandi alleati nella lotta al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici che ne conseguono grazie al dimezzamento delle emissioni di gas serra rispetto alle pratiche agricole convenzionali.

 

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