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Lozzolo dice no al glifosato ed ai diserbanti chimici

Addio diserbanti: i parassiti nelle aiuole pubbliche di Lozzolo si combattono con l’aceto da tavola

 

I cantonieri comunali di Lozzolo, in provincia di Vercelli, non utilizzeranno più il glifosato o altri prodotti di natura chimica nelle aree frequentate dalla popolazione, come parchi, giardini, campi sportivi, aree ricreative, aree verdi all’interno degli istituti scolastici, aree gioco per bambini ma anche strade e marciapiedi.  

 

Il Comune di Lozzolo per la cura del verde urbano farà ricorso solo a mezzi meccanici o manuali e a metodi di lotta biologica a base di aceto, quello con cui si condisce l’insalata. Infatti l’Amministrazione ha deciso di abolire completamente l’utilizzo di prodotti chimici ad azione erbicida ai fini di tutelare la salute pubblica e l’ambiente.

 

Evidenze scientifiche, sebbene non allarmanti, hanno sollevato dubbi sulla possibile tossicità dei prodotti chimici utilizzati per il diserbo. Inoltre il principio chimico è in grado di uccidere la parte verde della pianta, ma è inefficace se questa ha già prodotto semi. L’alternativa più indicata è il classico decespugliatore o l’innocuo aceto.

 

È ormai scientificamente provato che alcuni prodotti utilizzati per il diserbo delle strade contengono sostanze pericolose, poiché potenzialmente cancerogene. La pericolosità riguarda prima di tutto gli operatori che effettuano il diserbo, ma gli effetti dannosi si ripercuotono anche sulla salute dei cittadini, della fauna locale e degli ambienti acquatici, dal momento che le sostanze irrorate vengono dilavate dalla pioggia e finiscono nei corsi d’acqua. 

 

A Lozzolo non sarà più utilizzato il glifosato e neppure gli altri prodotti di natura chimica nelle aree frequentate dalla popolazione o dai gruppi vulnerabili quali: parchi, giardini, campi sportivi, aree ricreative, aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini, aree adiacenti alle strutture sanitarie ma anche strade e marciapiedi.

 

I diserbanti e disseccanti vengono presentati come inoffensivi per l’ambiente in quanto rapidamente biodegradabili. In realtà si tratta di sostanze nocive per l’uomo non solo a livello della molecola attiva, ma anche di quelle che derivano dalla sua degradazione e dei componenti che favoriscono l’incorporazione della molecola attiva nella pianta. Si possono avere conseguenze negative quando c’è esposizione diretta ad alte dosi, ma anche, a lungo termine, con esposizioni prolungate e ripetute a dosaggi molto bassi. I danni legati all’inalazione o all’ingestione di quantità, anche piccole, di questi prodotti hanno ricadute sulla salute dei cittadini, soprattutto dei bambini, di diverse entità, dalla possibilità di scatenare una reazione allergica sulla pelle, al presentarsi di problemi respiratori, fino al sospetto di influire sulla fertilità, la salute del feto o su possibili alterazioni genetiche. Il caso limite, potenzialmente riscontrato in alcuni prodotti, come il glifosato, è il collegamento con l’insorgere di alcune forme tumorali. 

 

Inoltre in conformità con quanto contenuto nel Piano d’Azione Nazione Nazionale deliberato dalla Regione Piemonte, a Lozzolo, si sono adottate modalità di gestione del verde urbano meno rischiose, più prudenti, razionali a salvaguardia della salute ed ecologia.

 

In sostanza l’Amministrazione del Comune di Lozzolo ha deciso di utilizzare pratiche non dannose alla salute umana e alla biodiversità, adottando modalità di sfalcio e di gestione del verde urbano ugualmente efficaci rispettose della cittadinanza e dell’ambiente. L’utilizzo di prodotti consentiti nell’agricoltura biologica per il diserbo producono lo stesso risultato dei prodotti a base chimica, ma non lasciano residui e, pertanto, non inquinano il suolo, caratteristica che li rende particolarmente adatti se si vuole un futuro sostenibile. 

 

La salute dei cittadini in questo caso è divenuta primaria rispetto a questioni di bilancio e il Comune è un esempio di buone pratiche.

Ci saranno presto altri esempi virtuosi come questo? Noi speriamo di sì.

 

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