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MIELE BIOLOGICO DI ACACIA: il prezioso oro liquido

Il miele di acacia biologico ha colore chiaro, aroma floreale e vanigliato, e nell’insieme un gusto delicato: scopriamo tutte le caratteristiche

 

Il miele biologico di acacia è il più conosciuto, maggiormente apprezzato e richiesto per le sue proprietà terapeutiche: senza dubbio è il miele uniflora più presente nei punti vendita di ogni dimensione, dalla grande distribuzione al piccolo negozio di paese, ma anche nei negozi specializzati, dove si possono trovare mieli di acacia biologici tipici di varie zone di produzione, con una prevalenza nella zona delle Prealpi, nel nord Italia, in Abruzzo e Campania.

 

Questo miele unifloreale, ossia ottenuto se si posizionano le arnie in un’area di piante di una stessa specie, è molto delicato e sensibile al clima, quindi la quantità annuale, che si smiela a maggio in pianura per poi salire di quota con il passare dei giorni, subisce spesso variazioni. Anche in presenza di annate favorevoli, la produzione nazionale non è sufficiente per soddisfare la richiesta, pertanto vengono importati grandi quantitativi di miele di acacia da alcuni paesi dell’Est Europa, dalla Cina e dall’Estremo Oriente.

 

Bisogna che il produttore ponga estrema attenzione nella raccolta del miele d’acacia, che per la sua delicatezza è maggiormente vulnerabile all’azione degli agenti estranei, come ai miscugli con altri fiori o alla qualità delle arnie e della loro conservazione. L’apicoltore dovrà, perciò, facilitare il lavoro delle api, spostando le arnie in luoghi prossimi la robinia, per evitare di compromettere la purezza del miele.

 

La Robinia Pseudoacacia L. è il nome scientifico dell’albero conosciuto con il nome di Acacia, appartenente alla famiglia delle Mimosacee. Esso deriva da Jean Robin, giardiniere francese (1550-1629) al servizio della Corte di Francia e curatore del Giardino della Facoltà di Medicina, dove venivano coltivate tutte le piante medicinali del Re. Fu il primo a introdurla in Europa nel 1602: riuscì, infatti, a mettere a dimora e far germogliare a Parigi, in Place Saint Julien le Pauvre, alcuni semi di una pianta, proveniente dal Nuovo Mondo, che gli erano stati consegnati dall’amico John Tradescant, un inglese del Suffolk, naturalista, giardiniere, collezionista e viaggiatore. L’acacia, originaria dei Monti Appalachi, era presente in tutto il continente nord e centro americano e contava almeno una ventina di specie diverse, mentre per gli europei si trattava di una novità. Oggigiorno le varietà nel mondo sono molto più numerose, ma quella che è presente pressoché ovunque è proprio l’acacia di Jean Robin.

 

La Robinia non è un albero imponente e nemmeno tanto longevo, con una vita media è inferiore al secolo: tuttavia è una pianta molto robusta che dispone di un apparato radicale particolarmente aggressivo e infestante. Viene idealmente impiegata per rafforzare le scarpate ad evitare erosione e per consolidare i terreni franosi; come pianta spinosa è ideale per formare siepi di confine, creando una barriera difensiva.
All’inizio si diffuse come pianta ornamentale da giardino, ma si propagò velocemente su qualsiasi genere di terreno grazie alle sue straordinarie capacità di moltiplicarsi.

È una pianta rustica di poche esigenze e considerata miglioratrice dei terreni poveri grazie ai benefici derivanti dalla fissazione dell’azoto al suolo. È una formidabile produttrice di legname, duro e flessibile, ottimo anche combustibile da ardere: in passato veniva impiegato per la costruzione delle ruote a raggi dei mezzi agricoli, per fabbricare ingranaggi, scale, pali di sostegno, bastoni e utensili da cucina. Recentemente viene impiegato per la produzione di pregiati listelli e blocchetti da pavimentazione.

 

Il miele di acacia è di colore sempre molto chiaro: più chiaro è il colore, più puro sarà il prodotto. A volte varia dal giallo paglierino, nello stato liquido, all’ambra: in alcune annate è possibile che il colore del miele cambi o diventi più scuro, per via della presenza di altri mieli provenienti da altre fioriture, ma spesso è caratteristica anche di mieli artigianali e biologici.

 

Tende a cristallizzare raramente: con temperature ambiente non troppo basse non cristallizza mai completamente, per cui ha una consistenza sempre liquida e sciropposa.

 

Il suo profumo è floreale e delicato ed il suo sapore è piuttosto dolce ma non stucchevole, per cui si presta bene nelle preparazioni a freddo. La fioritura dell’acacia è rigogliosa con un profumo inebriante che stordisce perfino le api: durante il culmine della fioritura e in condizioni climatiche ottimali, le api possono bottinare anche di notte con la luna piena con il risultato di una produzione che può raggiungere anche i 20 kilogrammi a settimana per alveare. Per preservarne e garantirne l’ampio spettro di nutrienti, enzimi, vitamine e probiotici, occorre estrarlo previa unica centrifugazione e a freddo, poiché eventuali trattamenti termici, distruggerebbero la quasi totalità delle sue virtù

 

È un prodotto naturale che non ha bisogno di alcun conservante, è immediatamente assimilabile perché costituito da zuccheri semplici quali il glucosio e il fruttosio, in percentuali diverse, secondo le fioriture da cui proviene, e apporta inoltre proteine, vitamine, sali minerali e amminoacidi. Grazie alla sua caratteristica di energizzante, il miele di acacia rappresenta un importante alimento ricostituente per gli sportivi, per gli studenti e per riprendersi dopo una lunga convalescenza oppure dopo un male stagionale.

 

È un eccezionale dolcificante naturale, un’alternativa davvero molto valida al classico zucchero, molto ricco di fruttosio ed enzimi utili e facilmente digeribili dal nostro organismo. È l’unico tipo di miele indicato anche ai diabetici leggeri, in quanto il suo contenuto di zuccheri è in larga parte dovuto al fruttosio e quindi non va a richiedere insulina per la sua metabolizzazione. 

 

È molto apprezzato anche dai bambini e i pediatri lo consigliano anche per i lattanti di età inferiore in aggiunta nel latte del biberon, quando invece altri tipi di miele sono sconsigliati nel primo anno di età per il rischio di contenere una piccola quantità di spore chiamate Clostridium botulinum, organismo che causa il botulismo. Le spore non hanno effetto nell’intestino delle persone adulte e dei bambini più grandi, ma possono prosperare nell’intestino di un neonato, provocando una forma di avvelenamento da alimenti.

 

Alcune leggende metropolitane in rete attribuiscono al miele di acacia una capacità dimagrante: questo è falso e non confermato da nessuna ricerca scientifica. Esiste, però, un regime alimentare detto dieta del miele, ideato dal dottor Mike Mc Innes, per cui la sera si ingeriscono 2 cucchiaini di miele puro prima di dormire e si utilizza solo questo come dolcificante. Il regime prevede di eliminare pane, pasta e carboidrati in genere, bibite e dolci, tranne quelli al miele, mentre si possono mangiare proteine a volontà. Gli zuccheri semplici a fine giornata favorirebbero il sonno e il rilascio notturno di ormoni e regolerebbero il metabolismo, facendo bruciare fino a 1 kg alla settimana.

 

Le capacità officinali dell’acacia per il nostro organismo sono ben conosciute: dall’apparato digestivo a quello polmonare. Inoltre la consuetudine domestica vuole che spalmando del miele d’acacia su una ferita, una piaga o una bruciatura, l’effetto calmante sia immediato per la capacità del miele di intervenire sui capillari, favorendone la ricostruzione.

 

Oltre a possedere un’azione lassativa ed un effetto disintossicante per il fegato e lo stomaco, rappresenta un utile rimedio naturale anche in caso di mal di gola: un rimedio efficace per liberare le vie respiratorie dal catarro e a superare gli attacchi d’asma è il miele di acacia con le gemme di pino. In caso di ipoglicemia assumere miele di acacia è un’ottima mossa per riprendersi dallo svenimento per la mancanza di zuccheri.

 

Può essere impiegato anche come un vero e proprio ingrediente: basti pensare alle bevande dissetanti fatte di acqua, miele e limone, ai frullati, alle caramelle, agli yogurt, alle torte e ai biscotti dolcificate dallo stesso senza uso di zucchero. La famosa cicerchiata, le mele al forno e il gelato richiedono espressamente dosi di miele e risulta delizioso spalmato anche sul pane oppure per dolcificare le nostre tisane depurative invernali.

 

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