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Perché la farina integrale è fonte di benessere

Le farine integrali hanno la prerogativa di mantenere inalterati i nutrienti presenti nel germe, fonte di sali minerali, amminoacidi e vitamine, e nella crusca, la parte più esterna, che contiene le fibre. Vediamo meglio come è composto il chicco del grano: la crusca, che lo protegge; il germe che è l’embrione del seme; l’endosperma ricco di amidi.

 

Le farine raffinate, sono invece ottenute usando unicamente l’endosperma del seme. Quindi sono private sia delle fibre, sia di gran parte dei sali minerali, vitamine, grassi e sostanze bio-attive di cui le componenti del seme sono ricche.

 

Nella produzione della farina integrale invece il chicco viene utilizzato nella sua interezza. La farina integrale, diversamente dalla 00, conserva totalmente la crusca ed è per questo molto meno bianca e molto più ricca di fibre; quindi, dal punto di vista nutrizionale, è un alimento  più completo.

 

I nutrizionisti ci avvertono che i composti nascosti nella parte più esterna dei chicchi sono tanti e tramite la raffinazione vengono tolti all’alimentazione quotidiana sia nel riso che nelle farine usate per pane e pasta. Davvero una grave perdita per la salute, dato che queste sostanze, nel loro insieme, possono avere così tanti benefici da farci addirittura vivere più a lungo.

 

Lo conferma un’infinità di indagini epidemiologiche come, ad esempio, la ricerca della Harvard School of Public Health di Boston, negli States condotta nell’arco di 20 anni su più di 100mila persone. Questa analisi conferma che una dieta sana a base di cereali integrali, capace di diminuire il rischio cardiaco, può essere collegata addirittura a una rilevante riduzione della mortalità. Si è visto, per esempio, che un solo composto può esplicare numerose attività protettive, mentre più composti possono concorrere alla protezione di una stessa funzione fisiologica.

Sono più di 30 i costituenti del seme di grano intero che contribuiscono a proteggere la circolazione e il cuore. Almeno una trentina hanno un sinergico effetto antiossidante. Alcuni polifenoli, lignine e acido fitico, proteggono l’apparato digerente; l’acido ferulico aiuta il colon; colina e betaina possono proteggere fegato e apparato cardiovascolare. Insomma, abbinare le fibre ai biocomposti può essere una risorsa protettiva per apparato digerente, cuore, funzioni cerebrali e contrastare depressione, ansia, diabete ad anche tumori.

 

Inoltre il consumo di cibo integrale può aiutare a tenere il peso sotto controllo non solo perché la fibra di cui sono ricchi riempie lo stomaco in assenza si un apporto calorico, ma anche perché, rispetto agli alimenti raffinati, contengono una quota maggiore di amidi-resistenti meno aggredibili da parte dei succhi intestinali e di conseguenza riducono il rischio di diabete.

 

Di contro, sembra anche una certezza che la maggior parte della farina integrale in commercio non è altro che la stessa farina raffinata a cui è addizionata in un secondo momento crusca rimacinata, avanzo del processo di raffinazione. Nel pane che si acquista, per capire la differenza, basta esaminarlo bene: se ha un colore di base chiaro in cui si notano tanti puntini scuri è senza dubbio fatto con una falsa farina integrale, perché il vero pane di farina integrale, infatti, ha un colore scuro ma omogeneo.

 

Per non incorrere in questo problema, è sicuramente più sicuro fidarsi delle farine integrali bio che, soprattutto se macinata a pietra, mantengono inalterate tutte le sue qualità nutrizionali, che abbiamo visto non sono poche.

 

Purtroppo nella nostra tradizione è radicato e diffuso il consumo del pane bianco. E, anche se per il nostro benessere non è necessario mangiare solo cereali integrali, specie se si segue una dieta ricca di frutta e verdura già ricche di fibre, la regola del buonsenso suggerisce di variare gli alimenti quotidiani a base di cereali e di introdurne almeno metà di integrali.

 

farina
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