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QUANTI PESTICIDI CI SONO NELLA FRUTTA CHE MANGIAMO?

Non sottovalutiamo la quantità di pesticidi che si trovano in frutta e verdura convenzionale

 

Una recente indagine della associazione dei consumatori francesi UFC – Que Choisir su 150 campioni fra fragole, mele, pere e uva da agricoltura convenzionale e biologica provenienti da diversi paesi europei tra cui l’Italia, ha dimostrato la presenza di una quantità allarmante di pesticidi. L’indagine ha messo in luce che lavare o sbucciare la frutta non elimina totalmente il rischio pesticidi. Il test di laboratorio ha riscontrato la presenza di oltre 500 pesticidi, solo la frutta biologica ne è risultata priva.
 
 
Questo test condotto ha rilevato residui di pesticidi sull’80-85% dei campioni sottolineando che i cocktail di residui chimici possono essere potenzialmente nocivi per la salute.
 

grapes-1442943_640Il bilancio positivo riguarda l’uva biologica, tutti i campioni sono stati promossi. L’uva da coltivazione convenzionale invece è il frutto con maggiori residui di pesticidi, 15 in media che si traduce con una sentenza per cui molte di esse superano il limite massimo di residui. A seguire le fragole con 14, le pere con 12 e le mele con 11. 

 
La maggiore preoccupazione deriva dal fatto che, secondo l’associazione francese, i pesticidi sarebbero stati rinvenuti anche in frutta lavata e strofinata per 10 secondi sotto acqua corrente o sbucciata.
Nello specifico le mele sono state analizzate in tre differenti modalità:
 
  • senza alcun trattamento avevano 9 molecole presenti;
  • lavate come descritto sopra conservavano 8 molecole;
  • sbucciate avevano in media 6 molecole.

 

Ipesticidi l problema secondo Que choisir risiede nel fatto che i pesticidi utilizzati nelle coltivazioni sono studiati per penetrare nella pianta, di conseguenza nei frutti, diventando così sistemici. Nello specifico vengono applicati direttamente sul seme o nel terreno perciò arrivano fino al cuore della pianta e di conseguenza nel frutto. I pesticidi applicati sulla superficie esterna del frutto, invece, sono persistenti anche dopo il lavaggio poiché non solubili in acqua.

 

Mangiare sano sempre più difficile e l’unica arma che abbiamo per difenderci da tante insidie nascoste proprio nel cibo è raccogliere informazioni e aprire gli occhi. Non fidiamoci di frutta fuori stagione, lucida e dai colori accattivanti: le insidie sono evidenti e rischiamo di danneggiare seriamente la nostra salute e quella dei nostri figli. Scegliamo consapevolmente cosa mangiare ne beneficeranno le nostre famiglie e l’ambiente che ci circonda.

 

pesticidi
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