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WWOOF tra biologico e turismo sostenibile

Sperimentare la vita ed il lavoro in fattoria biologica è l’idea alla base del progetto wwoof

 

Il Wwoof, World Wide Opportunities Organic Farms, è un’organizzazione internazionale no profit che opera in molti paesi del mondo attraverso una rete articolata di aziende agricole familiari, ecovillaggi o fattorie, creata per promuovere e sostenere l’agricoltura biologica. Le aziende agricola che aderiscono devono versare una quota d’iscrizione annuale e descrivere l’attività in una breve scheda, ad esempio, dicendo chi vive nella fattoria, quali sono i lavori quotidiani in base alla stagione e che tipo di alloggio possono offrire.

Ai volontari, iscritti anch’essi con la stessa quota annuale, viene fornito l’elenco di tutte le aziende host con i relativi contatti. L’offerta in Europa è ampia, tra chi alleva animali, coltiva la verdura, la frutta e le erbe officinali, chi produce vino e miele.

In sostanza le aziende agricole aderenti alle finalità associative del Wwoof, che sono principalmente legate alla diffusione di uno stile di vita ecologico e la conoscenza di un’agricoltura naturale, si rendono disponibili ad accogliere volontari da coinvolgere nelle loro attività quotidiane. Tutti coloro che scelgono di viaggiare appoggiandosi a queste aziende ricevono vitto e alloggio in cambio del loro lavoro.

 

Questi viaggiatori sono chiamati woofer, ovvero lavoratori volontari nelle fattorie biologiche, ma sono in primis dei viaggiatori consapevoli e sostenibili. A metà strada tra scambio culturale e formazione, questa pratica è nata negli intorno al 1970 in Gran Bretagna e si è diffusa in tutto il mondo, dal Cile all’Austria, dal Cameroun a Taiwan, passando per la Bulgaria. Alla fine degli anni ’90 internet ha fatto il resto: ogni anno migliaia di persone prestano i propri servizi nelle aziende agricole di tutto il mondo in cambio di vitto e alloggio, allo scopo di fare un’esperienza diversa all’insegna della sostenibilità, conoscere la vita rurale di un paese, imparare una lingua e condividere la quotidianità con le persone del luogo.

 

Ogni nazione ha la sua associazione Wwoof  ed anche in italia ne è presente una (www.wwoof.it). Diventare woofer è facilissimo: si sceglie lo stato che si vuole visitare, si paga la quota associativa stabilita per il paese ospitante e si riceve una tessera della durata di un anno oltre alla lista degli Hosts aderenti. L’iscrizione all’associazione, che prevede una quota associativa sia per le aziende sia per i volontari, garantisce a quest’ultimi anche la copertura assicurativa per gli infortuni e la responsabilità civile. Ogni associazione nazionale consente di fare woofing solo nel proprio stato e nei paesi della lista indipendente, dove cioè non è presente un’organizzazione territoriale.

L’elenco italiano dei soci include aziende agricole familiari di piccole e medie dimensioni, biologiche e biodinamiche: alcuni vivono delle loro coltivazioni e vendono i loro prodotti, mentre altri puntano all’autosufficienza e semplicemente vogliono coltivare i propri ortaggi biologici nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. 

La tessera può essere rinnovata infinite volte ed è indispensabile essere maggiorenni ma non c’è un’età massima; bisogna però essere in grado di svolgere lavori fisicamente impegnativi dal momento che si viene coinvolti in tutte le attività di un’azienda agricola ed avere una mentalità aperta, spirito di adattamento, capacità di socializzazione e passione per l’avventura. 

 

La formula è vitto e alloggio in cambio di 4-6 ore di lavoro al giorno per sei giorni settimanali, generalmente la domenica è il giorno libero; è prevista comunque flessibilità dovuta al fatto che si tratta di volontariato e non di un accordo di lavoro.In ogni caso le modalità di soggiorno, vitto, mansioni e orari possono cambiare da azienda ad azienda e si definiscono con i singoli Host.

Le mansioni quindi variano ma in genere si possono riassumere in quanto segue:

  • Raccogliere la frutta
  • Pascolare capre
  • Accudire i cavalli e pulire la stalla
  • Innaffiare alla piante
  • Potare alberi
  • Tagliare l’erba del prato.
  • Seminare e ripulire l’orto dalle erbacce.
  • Costruire recinti.
  • Costruire piccole abitazioni di paglia o in bioedilizia.
  • Vendemmiare
  • Cucinare per la famiglia o i volontari

Per quanto riguarda l’alloggio ecco alcuni esempi:

  • stanza o camerata all’interno dell’azienda agricola, 
  • camera d’albergo, singola o doppia.
  • roulotte o camper
  • tenda, tipee o yurta
  • baita di montagna
  • appartamento privato o da condividere con altri volontari.
  • capanna o casa sull’albero
  • underground home, earthship home o casa degli hobbit   

 

Noi abbiamo potuto vedere da vicino l’azienda agricola NicoBio a Camaiore, azienda agricola che produce ortaggi bio, e Ca’ Cigolara in Val di Taro, agricamping con tende yurta e coltivazione di lamponi, dove abbiamo anche incontrato alcuni woofer, molto contenti e soddisfatti della propria esperienza. In particolare abbiamo conosciuto Cindy, inglese di lontane origini italiane, che ci ha detto di essere molto contenta di aver intrapreso questa esperienza: “Volevo fare una vacanza diversa, a contatto con la natura e volevo migliorare la mia conoscenza della lingua italiana: venire in Italia ospitata in una fattoria biologica è stata senza dubbio una scelta azzeccata”.

 

wwoof
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