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VIVI COME MANGI

Veronica - 27 settembre 2016 Comments0
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Intervista a Elena Tioli che ci racconta la sua esperienza di autoproduzione lontana dalla grande distribuzione 

 

vivi come mangiRecentemente abbiamo avuto l’occasione di scoprire il blog Vivi Come Mangi e di incontrare la sua creatrice, Elena Tioli, una ragazza piena di energia che ci ha contagiato con la sua positività. Con lei abbiamo fatto quattro chiacchiere perché mi interessava capire cosa l’aveva spinta a fare le scelte che ci descriverà di seguito e come queste si conciliano con la sua vita.

 

Perché hai deciso di non acquistare più ciò che ti serve nei supermercati?

Un po’ per sfida un po’ per gioco. Volevo vedere se era possibile vivere a Roma, in una grande città e per giunta sempre di fretta e con poco tempo, senza servirmi della grande distribuzione. Dopo un percorso personale e una rivoluzione interiore ho preso coscienza di quanto le nostre scelte individuali influiscano tantissimo sulla nostra salute, sull’ambiente e sul futuro di tutti noi. E così mi sono detta: perché non provare a far davvero qualcosa di concreto per cambiare le cose?

 

Quale alternativa esiste alla grande distribuzione?

Questi due anni – perché ormai sono quasi due anni che non entro in un supermercato! – sono riuscita a superarli soprattutto grazie al Gas, il Gruppo d’Acquisto Solidale di cui faccio parte, grazie all’autoproduzione e grazie alla rete di persone che ho incontrato in questo periodo. In questi mesi ho scoperto un mondo nuovo, fatto di relazioni, reali e virtuali, a cui devo tantissimo. Il web aiuta certamente a conoscere nuovi modi e nuovi luoghi di acquisto. Per esempio, oggi ci sono tante piattaforme online che mettono in contatto produttori e consumatori (come Kalulu o l’Alveare che dice Sì). Ma anche nella realtà, una volta usciti dal supermercato, è facile imbattersi in contesti diversi: sostenibili, ecologici, buoni! Per esempio i mercati contadini, le botteghe di quartiere, le cooperative solidali… le alternative sono tantissime.

 

L’autoproduzione è praticabile da chi ha una vita frenetica e un lavoro a tempo pieno?

Io faccio una vita frenetica! Avete presente Roma? Motorino, traffico, ritardi, gente, incontri, appuntamenti? Diciamo che il tempo che io dedico alla casa e alla spesa è davvero poco. Molto spesso però mi ritaglio degli spazi per la cucina… mi piace! Detto questo l’autoproduzione, fatta come la faccio io, è decisamente veloce. Per lo più si tratta di unire un paio di ingredienti, magari comprati in quantità tale da bastare per dei mesi, mischiare e riporre in un contenitore. Per fare l’ammorbidente per esempio unisco acqua e acido citrico. In un minuto ho fatto. In genere ne faccio un paio di litri. Quando lo finisco ritiro fuori il bustone di acido citrico e ripeto l’operazione. Quanto tempo avrei impiegato ad andarlo a prendere al supermercato?

 

Una famiglia con figli può farcela a intraprendere questo percorso?

Credo proprio di sì! Conosco tante famiglie con figli che hanno intrapreso questa strada. E che sono anche più brave di me. Per esempio al Gas di cui faccio parte ci sono tanti genitori che fanno la spesa in questo modo e che portano avanti uno stile di vita davvero ecologico. Del resto, ormai, la consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale di ciò che acquistiamo, soprattutto tramite la grande distribuzione, si sta facendo sempre più forte. Al contempo si sta scoprendo che molti prodotti che pensavamo indispensabili sono in realtà dannosi per la nostra salute (oltre che per l’ambiente). Basti pensare a tutti quei prodotti industriali per pulire casa o per l’igiene della persona… Proprio per proteggere la salute dei figli e tutelare il loro futuro questo è un percorso da genitori. Io, anche se per ora non ne ho, penso spesso a che mondo stiamo lasciando alle future generazioni: non è forse il caso di fare qualcosa per tamponare i danni fatti finora?

 

In una città metropolitana è più difficile o più facile affrancarsi dalla grande distribuzione?

In realtà quando racconto della mia esperienza a qualcuno che vive in città mi sento rispondere: “certo, sarebbe più facile vivendo in campagna”. Se la racconto a qualcuno che vive in campagna la replica è: “forse ci riuscirei anche io se solo vivessi in città”. Mi fa sorridere questo. Come sempre accade: chi vuole sul serio qualcosa trova una strada, chi non vuole trova una scusa. Detto questo non voglio insegnare niente a nessuno, ognuno sceglie il suo stile di vita e ci sono tante persone migliori di me nell’intraprendere percorsi di decrescita e sostenibilità. Il mio è solo un esempio di una scelta felice.

 

Ringraziamo Elena per aver risposto alle mie curiosità e per aver dato uno spunto a molti per seguire questo esempio virtuoso e questa scelta di vita sostenibile!

L' autore : Veronica
Sogno che nel futuro si possano diffondere stili di vita sostenibile, ho grande passione per i social media e per la cucina sana. Panifico solo con pasta madre e curo l'orto insieme a mio figlio e mio marito. Mi definisco reducetariana ma adoro sperimentare piatti vegan. Il mio motto è: diffondiamo la cultura del biologico per il nostro benessere e per scegliere consapevolmente cosa acquistare.

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