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Il Pasto Nudo: dove il cibo è etico, consapevole e sostenibile

VeroBio - 7 marzo 2018 Comments0
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Il pasto nudo è dedicato alla cucina consapevole, alla bioterapia nutrizionale ed a tanto altro ancora, scopriamolo leggendo questa intervista a Sonia Piscicelli

 

A voler spiegare chi è Il Pasto Nudo in due parole si potrebbe dire che è il blog che ha fatto del cibo consapevole e dei prodotti di qualità la propria ragione d’essere

 

La visione della sua ideatrice IZN, alias Sonia Piscicelli, è quella di una onnivora non estremista, si tratta sostanzialmente di un approccio ampio che lascia spazio a tutti gli stili alimentari – vegano, vegetariano, crudista, fruttariano per intenderci – senza essere fazioso.

 

Il blog de Il Pasto Nudo, fondato nel 2008 e dal 2013 anche associazione no profit, prende il nome dal libro omonimo di William S. Burroughs ed ha uno sguardo orientato al benessere, alla salubrità dei prodotti e alle materie prime consapevoli ovvero sane, sostenibili, ricche di qualità nutrizionali, rispettose del territorio e delle tradizioni, non necessariamente a km0 e non solo biologiche.



Con i social collegati al blog e l’associazione, IZN ci parla di cibo e di tutto quello che ci sta intorno raggiungendo ogni giorno migliaia di utenti e associati.



Per approfondire ancora di più, abbiamo chiesto a Sonia di raccontarci come è nato questo progetto e cos’è Il Pasto Nudo attraverso questa breve intervista 🙂

 

Partiamo dalle basi: cos’è Il Pasto Nudo?

 
Dopo alcuni anni di blog, il pasto nudo è diventato un’associazione non profit, che si occupa di diffondere quanto più possibile la cultura del cibo sano, etico, “intero” come dicono gli americani. Oltre a spammare ovunque, tramite il sito e i social, ricette e considerazioni (mie e di molti altri che nel tempo hanno scritto e scrivono per il pasto nudo), ci occupiamo anche di scovare i migliori piccoli e piccolissimi produttori italiani, secondo parametri etici e qualitativi molto precisi che ci siamo dati, e metterli in contatto diretto con chi ci legge e ci segue, sia attraverso i mercati che organizziamo (che abbiamo chiamato “Terrafondai”) a Roma, sia per via elettronica, mettendo a disposizione dei produttori associati una piattaforma per l’e-commerce che si chiama Ammuìna.
 
il pasto nudo
 
E cos’è Ammuina?
 
Ammuìna è un non-luogo nel quale abbiamo immaginato di creare delle piccole porte, una per ogni azienda, raffigurate dalle facce dei produttori (noi diciamo sempre “niente cibo dagli sconosciuti!”) attraverso le quali si può accedere a ogni singolo negozio virtuale come se si entrasse nella casa, o sul campo, o nell’allevamento, di chi vende le cose buonissime (o bellissime). Su Ammuìna c’è la possibilità di acquistare agli stessi prezzi che si troverebbero andando fisicamente nelle aziende, maggiorati solo delle spese di spedizione e della piccola cifra che prende Paypal per le transazioni.
 
Anche volendo andare direttamente dai produttori (cosa che comunque auspichiamo!) ci sarebbero da calcolare comunque le spese di viaggio; quindi il prezzo che si paga su Ammuìna alla fine è lo stesso che si spenderebbe comprando dalle mani di chi il cibo, o l’oggetto artigianale, lo prepara o lo crea. 
il pasto nudo
 
Perché vi siete focalizzati sulla cucina sana e consapevole?
 
Ho avuto una madre che mi ha sempre fatto una testa così sull’importanza di saper scegliere ciò che si porta a tavola, a suon di “siamo ciò che mangiamo” etc etc.. In seguito, verso i trent’anni, ho dovuto trovare un modo per curare alcuni problemi (tra gli altri, la tendenza a formare calcoli renali e varie difficoltà abbastanza serie a livello digestivo), e l’ho fatto, con successo, cambiando radicalmente il mio modo di mangiare grazie soprattutto alla bioterapia nutrizionale, di cui parlo spesso nel blog.
 
Il motivo vero però per cui il pasto nudo focalizza sulla cucina sana non è questo; diciamo che ad un certo punto della mia vita mi sono resa conto che era necessario aumentare esponenzialmente il mio grado di consapevolezza, non solo nel campo del cibo, ma in generale. Ho capito che era il momento di aprire gli occhi e tenerli ben aperti, e mi è venuto spontaneo raccontarlo attraverso il blog. Il cibo è solo una delle strade dalle quali passare per evolversi, una delle più battute, visto che tutti dobbiamo mangiare. Poi è successo che tante persone hanno sentito la mia stessa esigenza e si sono avvicinate al blog, e comunque il mondo intero, attraverso tante persone, ha cominciato a muoversi verso il “cibo nutriente, intero” (wholesome, nourishing food sono i termini che in questo momento vengono usati internazionalmente).
 
Ho una grande capacità innata di connettermi alle energie che circolano, interpretarle e comunicarle; sono convinta che non siamo noi a scoprire o a inventare qualcosa, ma semplicemente attingiamo a forze già esistenti. Tanto è vero che spesso mi è capitato di scrivere una particolare ricetta o un post, o scattare una particolare foto, e vedere poi che altri blogger, italiani e non, l’avevano fatto contemporaneamente a me, senza aver visto le mie e senza averne mai parlato.
 
Devo dire che questa capacità non è facile da gestire, perché spesso mi trovo a parlare di fatti e orientamenti che le persone fanno molta difficoltà ad accettare, e che poi diventano la normalità dopo molti anni.

 
Come si fotografa bene il cibo? C’è qualche consiglio o regola particolare?

 
Non sono assolutamente una buona fotografa dal punto di vista tecnico, anzi direi che sono proprio una zappa 😀 La mia macchina fotografaica è settata sempre su tutto automatico, e impazzisco se qualcuno mi cambia i settaggi. L’unica cosa che faccio bene, da buon grafico, è l’inquadratura e la post produzione.
 
Il consiglio migliore che mi sento di dare è di non provare nemmeno a inziare se non si ha la passione per ciò che si fotografa. Il segreto delle mie foto è che provo un amore e un’appetenza fortissima per ciò che sto fotografando; la cosa che mi dicono più spesso è che le mie foto fanno venire voglia di mangiare, beh è perché quella voglia ce l’avevo io mentre fotografavo 🙂
 
Ultime tre domande: Qual è il consiglio migliore che ti hanno dato?
 
Ne ho avuti tanti di consigli, grazie al cielo; tra tutti quelli che mi hanno aiutato di più sono due: il primo me lo diede un caro amico quando avevo diciott’anni e stavo cercando di uscire da un periodo molto difficile; non riuscivo a prendere decisioni di nessun tipo, nemmeno insignificanti, non avevo un parametro per decidere. Lui mi consigliò di scegliere con lo stomaco, non con la testa. Di fare ciò che “sentivo” fosse meglio per me. Da allora ho sempre fatto così con tutto, e questa è una delle cose che mi ha sempre salvato la vita.
 
Il secondo consiglio importante l’ho avuto quando studiavo grafica all’istituto Europeo di Design, e uno dei professori ci spiegò che era molto importante non pensare di inventare tutto da zero, e di non vergognarsi di copiare e rielaborare i progetti di chi ammiravamo. Di essere umili, e saper fare rete, non pretendere di fare tutto da soli. In seguito questa capacità di cogliere ciò che ho attorno a me mi ha aiutata in ogni singola cosa che ho fatto, e mi ha insegnato che da soli non si va da nessuna parte, che è importantissimo vibrare con tutti e tutto.
 
Il peggiore?
 
Il consiglio peggiore è sicuramente quello che moltissime persone che mi volevano bene (e non) mi hanno dato, e sempre è stato dettato dalla paura, un sentimento che fortunatamente non mi ha mai frenato. Sono troppo curiosa e incosciente 😀 provo un certo fastidio anche a scriverlo: “uniformati, stai con i piedi per terra, metti la testa sotto la sabbia, non guardare”. L’ignavia e la paura credo siano i sentimenti peggiori nei quali si può inciampare nella propria vita, me ne tengo alla larga.
 
E quale consiglio daresti ai tuoi follower e associati?
 

Quello che è stato dato a me: seguire lo stomaco, fare le proprie scelte ascoltando ciò che si desidera veramente, non fare mai ciò che non si vuole, perseguire le proprie passioni, imparare ad ascoltare se stessi. Dare un senso alla propria vita, cominciando, perché no, dalla lettura delle etichette di ciò che si compra, e lasciando sugli scaffali, come dice il mitico Pollan, tutto ciò che ha ingredienti che la bisnonna non capirebbe 😀 

 
il pasto nudo
 cibo consapevole
 
 
L' autore : VeroBio
Sogno che nel futuro si possano diffondere stili di vita sostenibile, ho grande passione per i social media e per la cucina sana. Panifico solo con pasta madre e curo l'orto insieme a mio figlio e mio marito. Mi definisco reducetariana ma adoro sperimentare piatti vegan. Il mio motto è: diffondiamo la cultura del biologico per il nostro benessere e per scegliere consapevolmente cosa acquistare.

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