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ETICHETTA DEL BIOLOGICO: ISTRUZIONI PER INTERPRETARLA

Agli onori della cronaca finiscono sempre le notizie negative sul biologico, cerchiamo di tutelarci leggendo l’etichetta dei prodotti 

 

Sapete quante e quali sono le storie belle e positive di chi ha scelto la certificazione biologica? 

Per raccontarle tutte quelle che conosciamo, dedicando anche solo pochi minuti ad ogni agricoltore ci vorrebbero davvero tanti giorni.

Il nostro Paese vanta nel 2017, infatti, la presenza di 72.154 operatori per un totale di 1.795.650 ettari di superficie utilizzata. Entrambi i dati segnano un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Tra le colture che hanno registrato un maggiore incremento ci sono gli ortaggi (+48,9%), i cereali (+32,6%), la vite (+23,7%) e l’olivo (+23,7%). Parlando di Regioni, invece, sempre dal report di Coldiretti si apprende che la maggiore estensione delle superfici coltivate si ha in Sicilia con 363.639 ettari, completano il podio la Puglia (255.831 ettari) e la Calabria (204.428 ettari).

Sul totale di aziende agricole e di trasformazione circa il 95% è soggetto a numerose visite ispettive.

 

Infatti, se c’è una storia da raccontare bisogna partire dal fatto che il biologico certificato è, più dell’agricoltura convenzionale, sottoposto a successivi controlli oltre a quelli di legge del settore agro-alimentare.  È proprio grazie agli organi di controllo che vengono segnalati e denunciati i tentativi di frode, che non fanno altro che rovinare l’immagine di un settore che, con molta fatica e impegno, lavora da anni per una produzione agricola più sostenibile e salutare.

 

Come facciamo a non incorrere nel pericolo di acquistare un falso bio?

La garanzia che il prodotto che stiamo acquistando sia biologico è data dall’etichettatura, nel caso di prodotti confezionati, dal cartellino esposto vicino al prodotto o dal documento di accompagnamento, per il prodotto sfuso, come nel caso della frutta e della verdura.

 

Come abbiamo detto, ad un’azienda agricola che produce secondo un metodo biologico, non basta dichiararlo, ma deve attenersi ad una serie di normative e di controlli periodici molto restrittivi. Le analisi e le verifiche permettono sia al produttore, sia al trasformatore o al distributore di introdurre sul mercato un prodotto biologico autentico, evitando il rischio di contraffazione e il dubbio, al consumatore, su ciò che sta acquistando.

Un prodotto certificato da un ente riconosciuto è quindi garanzia che assicura al consumatore di nutrirsi con un prodotto sano perché privo di fitofarmaci e ogm.

etichettatura biologico

Cosa deve contenere l’etichetta di un prodotto certificato biologico?

  • Il codice ISO che identifica la nazione IT;
  • il metodo di produzione BIO;
  • il codice dell’organismo di controllo preceduto dalla dicitura: Organismo di Controllo autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali MIPAAF;
  • il codice dell’operatore;
  • il logo del ente certificatore (facoltativo)
  • indicazione della provenienza: agricoltura Italia (se prodotto interamente in Italia), agricoltura UE se prodotto all’interno della comunità, agricoltura NON UE se prodotto fuori dai confini della comunità. Precisiamo che il paese, o i paesi, indicati in etichetta, non si riferiscono al luogo di produzione ma all’origine della materia prima. Questo è l’aspetto più innovativo dell’etichetta dei prodotti bio, che sono gli unici prodotti dei quali possiamo conoscere la provenienza delle materie prime.
  • Per i prodotti confezionati vige l’obbligo di inserire in etichetta, a fianco dei dati sul produttore, anche il nuovo Logo di produzione biologica dell’Unione Europea.
etichetta del biologico
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