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Gli additivi sono pericolosi? Facciamo chiarezza

Gli additivi alimentari sono sostanze chimiche aggiunte agli alimenti, vediamo come capire se sono dannosi

 

additiviSempre più ricerche illustrano connessioni tra problemi di salute e additivi alimentari, spesso non identificabili e impronunziabili.

Difficilmente riconoscibili da non esperti, gli additivi sono rappresentati da un codice costituito dalla lettera E seguita da 3 o 4 cifre. 

 

Nell’elenco degli ingredienti del prodotto, si trovano in ordine di importanza decrescente. L’additivo può svolgere diverse funzioni: colorante, conservante, aroma, gelatificante… ma possiamo stare tranquilli sul fatto che sia innocuo? 

 

I casi di allergia o intolleranza ad alcuni alimenti sembrano aumentare sempre di più, così come la lista delle sostanze che possono provocarle. Tra queste, una delle meno conosciute è l’allergia o l’intolleranza agli additivi e ai conservanti alimentari. 

 

L’allergia prevede l’attivazione del sistema immunitario per “combattere” la presenza di una sostanza che, secondo il nostro organismo, può risultare dannosa. Nel caso delle allergie, avremo delle reazioni respiratorie, digerenti o cutanee, rispettivamente con sintomi come asma e riniti, diarrea e gonfiore addominale, orticaria ed eczemi. Secondo il Dr. Rob Loblay, capo dell’unità di allergia al Royal Sydney Hospital, circa il 5% della popolazione è sensibile a uno o più additivi alimentari.

Nei soggetti allergici può accadere che all’improvviso si scateni la forma allergica nei confronti di queste sostanze, per cui possono comparire i classici sintomi in forma più o meno intensa.

 

Le intolleranze invece si manifestano quando l’organismo non è in grado di digerire una determinata sostanza che viene a contatto con lo stomaco e l’intestino, per cui resta inerme in questa zona del corpo, richiamando anche in questo caso le cellule del sistema immunitario. 

Per le intolleranze, invece, i sintomi sono quasi sempre gastrointestinali, come diarrea, gonfiore addominale e sindrome del colon irritabile.

 

In entrambi i casi, spesso con sintomi e intensità differenti, ne consegue tutta una serie di sintomi che possono manifestarsi in diverse zone del corpo.

Per quanto riguarda il caso specifico degli additivi e dei conservanti alimentari, tutte queste sostanze sono contenute in moltissimi cibi che consumiamo quotidianamente. Può capitare, quindi, che il loro consumo costante possa indurre delle conseguenze a lungo termine, soprattutto nelle persone inconsapevolmente intolleranti.

 

Le allergie e le intolleranze devono sempre essere accertate da uno specialista allergologo, che potrà effettuare dei test diagnostici mirati, in base ai quali si potrà stabilire una diagnosi ed una terapia vera e propria.

 

L’iperattività è caratterizzata nei bambini dalla difficoltà a rimanere al proprio posto, messa a fuoco e comportamento impulsivo.

La ricerca condotta nel 2005 dall’Università di Liverpool ha dimostrato che alcune miscele di additivi (aspartame E951 e coloranti) possono danneggiare le cellule nervose. L’Università di Southampton in Gran Bretagna ha mostrato nel 2007 collegamenti diretti tra coloranti e iperattività nei bambini tra i 3 e gli 8 anni. Questo studio ha anche evidenziato gli effetti negativi del benzoato di sodio (E 211, conservante fortemente criticato gli Stati Uniti). Programmi di sensibilizzazione e di informazione sono ora organizzati nelle scuole in paesi come l’Australia.

 

I fosfati (compresi emulsionanti presenti nelle carni e formaggi) sono ritenuti la causa dell’aumento di rischio di malattie cardiovascolari, ossee e renali. Inoltre portano un eccesso di fosforo nella dieta: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fissato un “alta priorità” per lo studio di questi additivi prima della fine del 2018.

 

Numerosi studi scientifici collegano un aumento del rischio di cancro in alcuni additivi alimentari. Questo è un argomento controverso e poco chiaro perché molti risultati della ricerca si dimostrano contraddittori.

L’agenzia statunitense FDA – Food and Drug Administration – ha raccomandato, per esempio, nel 1980 il divieto dell’eritrosina (E127) identificato come responsabile di tumori della tiroide.

 

Un altro punto controverso riguarda nitrati e nitriti (da E249 a E252). I nitriti si combinano con le proteine ​​e diventano nitrosammine. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica questi additivi come “probabilmente cancerogeni per l’uomo”.

 

Alcuni antiossidanti artificiali sono considerati pericolosi: lo stato della California di classe come ad esempio idrossianisolo butilato (E 320) come cancerogeno.

 

Anche i dolcificanti artificiali sono anche il bersaglio di polemiche: oltre all’aspartame, altre sostanze sono dubbie. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Preventive Medicine afferma per esempio che il consumo regolare di acesulfame di potassio (E950) comporterebbe lo sviluppo di tumori della vescica.

 

Ma cosa sono gli additivi e dove si trovano?

Gli additivi vengono impiegati dalle industrie alimentari principalmente per la conservazione degli alimenti, ma nella stessa categoria rientrano anche coloranti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti, edulcoranti ed esaltatori di sapidità.

I principali additivi, spesso responsabili di intolleranze e allergie, includono soprattutto:

  • Solfiti, presenti soprattutto nel vino bianco e nei prodotti che lo contengono;
  • Salicilati, impiegati soprattutto nella preparazione di alcuni farmaci, ma contenuti anche nella maggior parte della frutta e della verdura;
  • Anidride solforosa, è impiegata soprattutto nei vini e nei condimenti per conservare frutta e verdura;
  • Glutammati, tra cui il più incriminato è il glutammato di sodio, contenuto nella maggior parte dei dadi da brodo e nelle carni in scatola;
  • Nitrati, possono causare vasodilatazione ed emicrania;
  • Giallo di tartrazina, riconoscibile dalla sigla E102 ed impiegato soprattutto in salse, minestre, sottaceti e alcune bevande;
  • Edulcoranti, come aspartame e saccarina, spesso responsabili di alcune reazioni allergiche.

 

La Comunità Europea autorizza circa 380 additivi, le principali famiglie sono:

 

  • E100 a E199: Coloranti artificiali che danno un colore attraente al prodotto 
  • E200 a E299: Conservanti che aumentano la durata del cibo 
  • E300 a E399: Gli antiossidanti che rallentano l’ossidazione come, ad esempio, l’irrancidimento di oli o imbrunimento di frutta e verdura 
  • E400: Agenti che mantengono l’emulsione di sostanze o aumentano la consistenza del cibo 
  • E600: Esaltatori di sapidità, aumentano il sapore dei prodotti
  • E900: Dolcificanti che forniscono un sapore dolce 
  • E1400: Amidi che consentono la ritenzione idrica, la gelificazione e l’ispessimento 

 

Gli additivi alimentari sono generalmente testati in modo isolato. Gli effetti a lungo termine sull’uso combinato dei diversi additivi sono per lo più sconosciuti e probabilmente sottostimati.

 

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