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GRAZIELLA RA E LA STORIA DEL FRUMENTO DEL BACINO DEL MEDITERRANEO

Ricostruire la vera storia del frumento Graziella Ra significa ripercorrere la storia del frumento nel bacino del Mediterraneo

 

Appartiene al genere triticum e alla specie turgidum. Controversa invece è la definizione della sottospecie, infatti, c’è chi sostiene che appartenga alla sottospecie polonicum, altri sostengono che appartenga alla sottospecie durum e altri ancora alla sottospecie turanicum, ritenuta la più probabile. Di certo si tratta di una popolazione di frumento duro che attualmente è stata riseminata e fatta conoscere al grande pubblico grazie alla pasta da agricoltura biologica prodotta dalla Cooperativa di Gino Girolomi. È coltivato nelle colline di Isola del Piano, in provincia di Pesaro e Urbino, con metodo rigorosamente biologico.

 

Dagli studi effettuati pare che abbia avuto origine alle pendici del Karacadag in Turchia ed è arrivato a noi alla fine degli anni ’70, scoperto durante una spedizione archeologica in Egitto. In Italia è stato portato da un archeologo, che lo consegnò a Ivo Totti, socio di una Cooperativa di pastai. Dopo varie traversie è stato possibile moltiplicarlo ed ottenerne le prime produzioni di pasta.

 

Da analisi condotte dal Dipartimento di biotecnologie alimentari dell’Università di Urbino, risulta essere un frumento particolarmente ricco di proteine, di sali minerali e di selenio, un potente antiossidante in grado di contrastare efficacemente i radicali liberi, responsabili di molte patologie umane. Altra caratteristica importante di questo frumento è che non essendo stato oggetto di miglioramento genetico, si presta meglio degli altri frumenti ad essere introdotto nelle diete delle persone che soffrono di disturbi per ipersensibilità al glutine. Tuttavia questa varietà, come tutti i frumenti, contiene glutine, quindi non è adatto all’alimentazione dei soggetti affetti da celiachia.

 

È un frumento tetraploide a ciclo medio lungo, taglia alta. I suoi culmi, poco elastici rispetto agli altri fumenti, possono raggiungere e superare i 180 centimetri. È dotato di una spiga di grandi dimensioni fornita di lunghe ariste. Le rese mediamente non superano i 18/20 quintali per ettaro. Le cariossidi sono molto lunghe, rispetto a quelle di un normale frumento duro, e di color giallo ambra.

 

Ogni spiga è composta da 19/21 spighette fertili, contro le 15/20 del frumento duro in genere, e produce mediamente 40/60 cariossidi. La granella è di colore giallo ambra e di elevato peso unitario: 60/70 grammi per 1000 cariossidi, con un buon contenuto proteico.

 

Quali sono le origini del nome di questa popolazione di frumento, Graziella Ra?

Il nome è stato dato per onorare il ricordo del seed saver Ivo Totti, che reintrodusse questa popolazione antica e che non poté esimersi dal chiamarlo Graziella Ra. Infatti, l’archeologo gli consegnò quei chicchi di frumento di grande valore nutrizionale che provenivano da una tomba egizia con un mandato: nel caso fosse riuscito a moltiplicarlo doveva chiamarlo Graziella, il nome della figlia morta tragicamente a 16 anni durante la seconda guerra mondiale, e aggiungere il cognome Ra. Nell’antico Egitto, Ra è il sole e questa nuova varietà è dedicata quindi anche all’astro che ogni giorno ricarica la Terra di quel campo elettromagnetico indispensabile alla nostra vita. 

 

Così oggi si produce una pasta con questo grano chiamato Graziella Ra. In questo suo nuovo cognome è racchiuso un sentimento d’amore: sono i suoi raggi caldi a maturare le spighe bionde, come le chiome di Graziella. E dalle spighe cadono i chicchi di grano. Si disperdono ma, come la storia di Graziella pare insegnarci, non inutilmente, riportando frutti.

 

graziella ra
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