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La Calabria dice no al glifosato

La giunta regionale della Calabria vieta l’uso Glifosato e altri prodotti nocivi in agricoltura

 

Il biologico continua a crescere: una buona notizia soprattutto al sud, dove è attivo oltre il 60% delle aziende biologiche e dove si concentra il 70% della superficie biologica complessiva. La Calabria ad esempio ha ormai quasi un terzo della superficie agricola convertita al biologico. 

Sempre la Calabria è stata la prima Regione italiana a accogliere l’appello della Coalizione Stop Glifosato, che raccoglie 45 organizzazioni del biologico, ambientaliste e della cittadinanza attiva, per non finanziare con contributi europei gli agricoltori che utilizzano questo diserbante sotto osservazione da parte dell’Ue perché ritenuto potenzialmente cancerogeno. 

 

Il glifosato è una sostanza attiva impiegata per la sua azione erbicida sia su colture arboree che erbacee e in aree non destinate alle colture agrarie. In Italia è entrato in vigore un decreto del ministero della salute che ne limita l’uso e il commercio: è ormai vietato usare glifosato in luoghi pubblici come parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie. È vietato anche impiegarlo in agricoltura nel periodo che precede il raccolto e la trebbiatura, ovvero quando resterebbe quasi tutto su ciò che arriva sui nostri piatti. Il decreto inoltre revoca le nuove autorizzazioni a mettere in vendita prodotti fitosanitari che lo contengono.

 

La coalizione chiede quindi di applicare in toto il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. Alle Regioni si chiede di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno

 

Solo la Giunta regionale calabrese ha fatto questa scelta che applica finalmente il principio di precauzione e va nella direzione della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini come beni primari. Nonostante gli annunci del Ministero dell’avvio di un piano nazionale glifosato zero per l’agricoltura italiana, lo scandalo di dare contributi pubblici agli agricoltori che utilizzano prodotti potenzialmente dannosi continua ad eccezione di questa regione virtuosa. Va segnalato che nonostante l’appoggio dato almeno inizialmente da Coldiretti a questa delibera, le altre organizzazioni agricole, miopi rispetto all’opportunità anche commerciale di questa iniziativa della politica, si sono opposte.

 

Il glifosato resta dunque ancora in circolazione, in questo caso non è valso il principio di precauzione. Ci sembra giusto perciò sostenere la scelta della Calabria per il valore etico, di responsabilità e per il segnale di una politica che guarda al futuro dei nostri figli e dei territori senza rimanere ostaggio di interessi corporativi. 

stop glifosato
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