Verobiologico
Caricamento...
  • Condividi su:

La Cucina Segreta del Supper Club

Alla base del supper club ci sono una grande passione per i fornelli ed il desiderio di condividere con amici e sconosciuti la propria cucina: ecco l’home restaurant!

 

Questo fenomeno di cultura culinaria e sociale è sbarcato da relativamente poco tempo in Italia. In concreto si tratta di trasformare la propria casa in un ristorante occasionale ed estemporaneo, che offre un servizio in base alle proprie doti gastronomiche, ovviamente tenendo conto anche delle possibilità logistiche della propria abitazione. La comunicazione della cena avviene in rete,  proprio come se fosse un evento segreto e per pochi eletti. Per questo alone di mistero che avvolge l’evento è stato definito Hidden Kitchenletteralmente cucina nascosta.

 

Oltre a hidden kitchen, si utilizzano i termini Home RestaurantUnderground Restaurant o Supper Club. Tutti sinonimi della nuova tendenza di uscire a cena tenendo presente che il focus non è solo l’aspetto gastronomico ma anche quello sociale. C’è il mistero di scoprire le cucine e le case altrui ed anche la scoperta dei commensali che si ritrovano intorno alla tavola. Il servizio di prenotazione è online e spesso richiede il pagamento anticipato, oltre al fatto che possono essere organizzate cene a tema: tutte queste caratteristiche hanno contribuito a rendere questo fenomeno un nuovo modo di socializzare.

 

Ci sono un paio di idee diverse su cosa sia o cosa dovrebbe essere un supper club: può essere interpretato come un tipo particolare di ristorante ovvero un ristorante casalingo che serve cibo in stile informale; in altri contesti è stato associato a ristoranti clandestini o al guerrilla restaurant, dove il passaparola porta le persone in un ristorante pop-up che serve la cena per una sola serata in un luogo insolito. A volte queste cene presentano il lavoro di cuochi che non sono impiegati in cucine professionali e che vogliono magari sperimentare un menù alternativo da quello che viene servito nelle cucine dei loro ristoranti. A volte i cuochi sono talentuosi dilettanti senza una vera formazione professionale ma con tanta fantasia e la stoffa dello chef stellato.

 

Diffusissimo in UK, secondo The Guardian, la  crisi di questi ultimi anni ha contribuito al suo successo. A Londra abbiamo raccolto l’esperienza diretta della mia cara amica Elisabetta: il suo home restaurant si chiama Minestra Supper Club. Le cene che organizza sono rinomate per l’abilità di intrattenere gli ospiti con piatti della cucina italiana e anche per la giovialità del marito, Riccardo, affermato regista. Elisabetta ci ha detto “In giro per il mondo può essere un’esperienza culturalmente sorprendente, i nostri commensali londinesi, ad esempio, possono scoprire piatti della tradizione italiana, per di più senza spendere una fortuna” oltre ad essere cool e di tendenza. Ci ha inoltre spiegato che “Il menù cambia ogni volta anche perché dipende dalla stagionalità degli alimenti biologici e possibilmente a chilometro zero“. Gli ospiti si limitano a lasciare una offerta consigliata e portano da casa la propria bottiglia di vino adatta all’occasione ed al menù.

 

Ad ogni modo, a seconda della paese in cui ci si trova e del clima sia meteorologico che sociale, l’identità dell’evento cambia. Negli States, ad esempio, gli Underground Food Collective sono un’esperienza di cucina collettiva. Non c’è un padrone di casa che prapara la cena ma si lavora tutti insieme, attingendo dal proprio background per la preparazione del cibo… ogni singolo convitato porta la propria abilità e le esperienze acquisite durante viaggi all’estero per condividere e sperimentare insieme piatti diversi. Diventa uno scambio di idee, di conoscenze e di saperi che arricchisce il gruppo.

 

Molta importanza, oltre all’aspetto sociale, è data anche alla qualità dei cibi e delle materie prime. Non trattandosi di ristoranti veri e propri, gli organizzatori curano la scelta delle materie prime e selezionano prodotti di qualità. In questo caso la scelta non può che essere quella di alimenti biologici che rispettino la stagionalità, km0 e a filiera corta: la spesa viene fatta al mercato rionale il giorno stesso e la qualità ha una importanza davvero elevata… almeno è quello che ci aspettiamo di trovare noi partecipando ad una serata di un  supper club.

 

Ma dove e come si trovano gli home restaurant?

Anche se in Italia c’è chi ha già cominciato a darsi un gran da fare tra i fornelli scatenando tutta la propria creatività in cucina! Potete aprire il vostro home restaurant registrandovi su una delle applicazioni esistenti, in questo caso basterà aggiornare solo menu, prezzo, data, orario, location. App come Gnammo, VizEat Peoplecook permettono di dare viabilità a questo fenomeno in costante crescita.

Il contatto avviene anche attraverso la pagina Facebook dell’home restaurant o il sito internet, dove si trovano le informazioni, si prenota e si paga. 

 

E cosa bisogna fare per aprire un home restaurant?

Va precisato che, se tutto si svolge a casa, la pratica del supper club non viene considerata attività commerciale, perciò non occorre autorizzazione sanitaria, anche se è raccomandabile possedere un attestato sulla sicurezza alimentare.

E trattandosi di attività lavorativa occasionale, non occorre partita IVA, a patto che il massimo lordo non superi i 5.000 euro annui, vale a dire la soglia di esenzione dall’obbligo contributivo. Invece, se il reddito complessivo generato dall’attività non supera i 30.000 euro annui, è previsto il regime agevolato dei minimi con partita IVA.

 

 

Sperando di avervi incuriosito, vi lasciamo gustare i piatti di Minestra Supper Club attraverso gli scatti delle portate che trovate nella gallery e uno dei suoi appetitosi menù.

 

Per offrirti il miglior servizio possibile in questo sito utilizziamo i cookies, anche di terze parti a solo scopo statistico. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso. Ulteriori informazioni.