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8 motivi per visitare Minorca, paradiso dell’ecoturismo

Minorca è indubbiamente l’isola delle Baleari che meglio ha preservato il paesaggio dal turismo di massa, favorendo una diffusa consapevolezza della tutela ambientale

 

L’isola di Minorca è un vero rifugio per gli amanti dell’ecoturismo, continuando a mantenere un ritmo lento che si basa sulle sue ricchezze e risorse naturali.

Minorca infatti offre molte opzioni per un turismo sostenibile, alternativo, naturale ed ecologico. Ed anche se a prima vista sembra che l’intera isola sia molto piatta, quando ci entreremo, saremo sorpresi nel vedere quanto sia varia.

Minorca ha 216 km di costa, dove possiamo trovare paesaggi molto diversi: calette, dune, gole, spiagge, banchi di sabbia, grotte e scogliere.

Ora vedremo 8 buoni motivi per scegliere Minorca come meta della tua vacanza lenta e alternativa:

 

 

1. RISERVA DELLA BIOSFERA

Dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1993, ha 19 aree protette (ANEI), che comprendono una riserva marina nella parte settentrionale dell’isola, e un parco naturale, l’Albufera des Grau.

L’Albufera des Grau è la zona umida più importante di Minorca, può essere visitata partendo dal centro di accoglienza dei visitatori dove informarsi sui diversi itinerari che ci sono da percorrere. Questo è un paradiso per gli amanti della natura, ricco di flora e fauna.

 

 

2. LE COSTE DELL’ISOLA

Nelle sue scogliere si possono trovare autentici microclimi bagnati protetti dal vento: le sue insenature, le sue spiagge e le isole sono già un motivo sufficiente per visitare Minorca.

 

Ci sono più di 30 isole e isolotti che circondano Minorca, tra cui l’isla del Rey, l’isola d’en Colom, il Porros e il Lazareto, nel porto di Mahón.

 

I porti di Minorca sono luoghi davvero affascinanti. Il porto naturale di Mahón è uno dei più grandi del mondo; quello di Ciutadella ha un fascino speciale, quasi medievale; quello di Addaia è uno dei luogo naturali da visitare e scoprire; Fornells si trova in una baia eccezionale che consente molte attività acquatiche; Sanitja ha il fascino di essere un porto non urbano e si trova nel bel mezzo di un posto bellissimo con un sacco di storia. Un altro piccolo porto affascinante è quello di Cales Fonts, a Es Castell.

 

A Minorca le spiagge sono molto variegate: da quelle più vicine ai centri urbani che hanno tutti i servizi, fino alle spiagge in mezzo alla natura dove non troveremo alcun servizio e dovremo raccogliere la spazzatura per portarla al primo bidone della spazzatura. 

La costa nord è in buona parte vergine. Raccomando la baia di Pregonia e le spiagge di Binimel, Arenal d’en Castell e Cavalleria, così come Fornells. E, naturalmente, non puoi perdertelo, il tramonto di Punta Nati ed anche se non sarai solo, la sua bellezza vale il viaggio.

Nel sud-est consiglio Binibeque, una città con una bellissima baia ideale per i bambini, molto vicino a dove si lascia l’auto.

La famosa Cala en Porter è meravigliosa, ma ci sono sempre troppe persone intorno alla Cova de Xoroi per cui è meglio optare per un altro angolo dell’isola. Dipende naturalmente da quando vai.

Nel sud consiglio la spiaggia di Santo Tomás, è perfetta per i bambini e fantastica per nuotare e fare immersioni, ma anche le insenature di Santa Galdana, Macarella e Macarelleta. Quest’ultima è meno conosciuta ma è considerata una delle più belle spiagge di tutta la Spagna. Le sue acque, di un colore azzurro intenso, contrastano con il verde della vegetazione: vi sembrerà di nuotare nel mare di un’isola remota.

 

Da non sottovalutare il fascino dei fari: il faro di Cap de Cavalleria merita davvero una gita solo per ammirarlo!
Al faro di Artrutx potete andarci per un aperitivo all’ora del tramonto perché è il momento migliore e perché per il belvedere si deve accedere dal bar, che non apre prima delle 11.00. 
Infine c’è il faro di Favàritx, anch’esso a Nord e caratterizzato da un bel paesaggio circostante.
 
 

Il mio suggerimento è di esplorarle senza pensare, senza aver pianificato nulla, perché ogni luogo è abbastanza magico da innamorarsi di quest’isola!

 

 

3. LA CULTURA TALAYOTICA

Gli insediamenti primitivi sono sparsi in tutta l’isola e gli archeologi e gli storici di tutto il mondo conoscono il nome di Minorca. 

Gli spazi naturali e architettonici delle zone archeologiche sono mantenuti in buone condizioni. I resti delle epoche pre-talayotiche e talaiotiche continuano a resistere, indifferenti al passare dei secoli, per la gioia di chi li visita.

Si tratta per lo più di città cinte da mura e torri chiamate Talayots. Di forma rettangolare o quadrata erano delle vere e proprie torri difensive utilizzate anche come luoghi in cui si discutevano strategie politiche e di potere. Attorno ai Talayots sorsero i primi importanti villaggi: Trepucò, Son Catlar o Torre d’En Galmes, costituiti da case in pietra, ma anche grotte, pozzi e soprattutto da Taulas monumenti di culto presenti solo a Minorca, composti da enormi pietre disposte a forma di T. A Torralba vicino ad Alaior sono ben visibili i tre elementi principali: il santuario, la Taula e i Talayots.

 

 

4. L’INCREDIBILE OROGRAFIA 

Essere un turista responsabile è una questione di buon senso: le risorse naturali sono, insieme a quelle archeologiche, le più importanti dell’isola. 

La montagna più alta dell’isola è il Monte Toro, a soli 357 metri di altitudine, ma permette nelle giornate limpide, di vedere praticamente l’intera isola. È stato anche il centro spirituale degli abitanti di Minorca. Altre montagne interessanti sono il Puig de Santa Águeda, che ha i resti di una fortezza araba, il Puig de S’Enclusa e quello di L’enzell.

Nelle gole è concentrata e preservata una grande parte della biodiversità dell’isola; quelli di Algendar e Trebalúger sono spettacolari, ma ce ne sono molte altri da scoprire, tutte con le loro singolarità peculiari.

 

L’entroterra è la zona più selvaggia con montagne e foreste di querce e pini bianchi, dove convivono molte specie di animali, tra cui la martora e gli uccelli rapaci che si possono vedere dalla strada. Anche il gheppio è facilmente osservabile ma è meglio prendere il binocolo per non confonderlo con altri uccelli. È possibile scoprire anche specie endemiche come Apium bermejoi in diverse aree. 

 

 

5. IL FONDALE MARINO STRAORDINARIO E LE SUE ACQUE TRASPARENTI

Se vai in diverse calette e spiagge dell’isola, puoi dare un’occhiata all’incredibile biodiversità marina.

Triglie e pesci rossi sono molto comuni ma scoprirai anche pesci neri o marroni vicino alla costa ma senza disturbarli.

L’avventura e la scoperta sono assicurate!

 

 

6. LA GASTRONOMIA E LE SUE ICONE PIÙ CONOSCIUTE

Non puoi andartene senza provare la loro deliziosa ensaimada, sobrasada, formaggio Mahon e Gin Xoriguer che serve a preparare la pomada, la classica bevanda di Minorca composta appunto da gin e limone. 

In generale, si mangia bene: ottima qualità ad un buon prezzo.

Le avarcas sono le tipiche calzature dell’isola, utilizzate storicamente dagli agricoltori e dai pescatori, e sono diventate il simbolo più esportato.

Infine non si può lasciare l’isola senza aver visto i suoi tramonti!

 

 

7. IL PAESAGGIO AGRICOLO E NATURALE

Ma Minorca può ancora offrire molto di più al visitatore che è alla ricerca di un modo alternativo di turismo. All’interno del suo ricco paesaggio rurale troviamo molti sentieri che favoriscono l’escursionismo, il ciclismo e anche l’equitazione, una tradizione profondamente radicata nell’isola. 

Il recupero del vecchio Camí de Cavalls offre un’opportunità unica per girare l’isola al confine con la costa, conoscendo anfratti, angoli, spiagge e calette, spesso circondati da muri a secco in pietra, che è calcola hanno un’estensione di 70.000 chilometri.

Oltre al Camí de Cavalls, c’è anche una rete di strade rurali, così come itinerari culturali attraverso le principali città.

 

 

8. LE CAVE

Nelle zone in prossimità delle cittadine di Minorca si possono trovare grandi o piccole cave a cielo aperto di marés, una pietra calcarea utilizzata per più di 200 anni a Minorca per costruire le case. Le cave sono spazi spettacolari, ora abbandonate e coperte di vegetazione ma alcune sono state recuperate ed è possibile visitarle. Il mares è stato utilizzato per anni per la costruzione di edifici civili e sacri. Passeggiando per i centri storici delle cittadine di Minorca è possibile riconoscere a vista questi grossi blocchi di pietra dai toni bianchi e sabbia. La parola marés deriva da mare e infatti non è inusuale trovare inglobati nelle pietre resti di fossili marini.  Una volta abbandonate, alcune cave di marés di Minorca, sono state convertite in orti poichè il microclima che se ne ricava è fonte di coltivazioni particolarmente fruttifere.  

Le cave di marés più conosciute di Minorca sono:

  • le Pedreres de S’Hostal: nei pressi di Ciutadella, sono note anche per lo svolgimento di concerti e altre attività al suo interno.
  • Cantera de Santa Ponsa: vicino ad Alaior, è immensa e spettacolare.
  • Mitjaneta: situata proprio sul mare, in prossimità di una delle spiagge più belle di Minorca.
  • Cantera de Es Castells: aperta all’epoca della costruzione del Castello di San Felipe.

 

 

Infine si possono svolgere una moltitudine di attività: tour in mountain bike, cicloturismo, trekking, equitazione, birdwatching, immersioni, snorkeling, canoa, kayak, windsurf, vela ecc…

 

Ma non posso omettere altri tesori dell’isola: la Ciutadella, il suo mercato hippy e le botteghe caratteristiche, le porte di Minorca, e i suoi incredibili campi aperti e le isolette con il bellissimo fiore all’aglio.

 

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