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Viaggio sostenibile e slow: fenomeno in crescita o moda del momento?

Esmeralda Buy - 29 ottobre 2018 Comments0
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Abbiamo chiesto a Selene Cassetta, travel blogger di turismo sostenibile e vivere slow, di darci alcuni consigli e spiegarci in cosa consiste questo nuovo fenomeno

 

Si può viaggiare per ritrovare l’armonia con la Terra, camminare lentamente nella Natura e guardare con occhi nuovi ciò che ci era sfuggito per anni.

 

Ormai ci è molto chiaro che il futuro della terra è nelle nostre mani: qual è quindi la tipologia di viaggio che può favorire l’integrazione reciproca tra uomo e ambiente, tutelando la natura? Sicuramente l’ecoturismo e il viaggio lento.

 

Naturalmente ci possono essere viaggi brevi nelle vicinanze di casa nostra ma anche viaggi con destinazioni molto lontane e remote. Ciò che stupisce è che spesso i primi diventano più interessanti degli altri. 

 

Tutto sta a scegliere lo spirito giusto per raggiungere le nostre mete. La natura che incontriamo, scegliendo di camminare lentamente piuttosto che di volare in poche ore verso un luogo affascinante, deve dunque entrare a far parte del nostro nuovo modo di viaggiare.  C’è natura nei viali o nei parchi di una città, da scrutare nei suoi cortili, da ritrovare nelle terrazze ecologiche dei più recenti grattacieli. Se in un viaggio non ci incontriamo con domande, scoperte, emozioni, legami da stringere, perchè partire? Non tutto il nostro spostarci, fare e disfare valigie, programmare percorsi, è viaggiare. 

 

Lo spirito del viaggiatore lento autentico va quindi coltivato e scoperto durante il viaggio… a questo proposito abbiamo fatto alcune domande a Selene, autrice del blog Viaggio Sostenibile.

 

 

👉 Che tipologia di viaggio consiglieresti per favorire l’integrazione reciproca tra uomo e ambiente, compatibile con la tutela della natura?

Un viaggio lento. Ovvero un viaggio in cui ci prendiamo il tempo di essere veramente presenti, veramente vivi. Aperti all’incontro con l’altro, alla creazione di relazioni con chi incontriamo lungo il viaggio; alla scoperta curiosa dei dettagli minori, dei luoghi meno noti e inesplorati. La lentezza risveglia i nostri sensi, ci rende più ricettivi. Questo si traduce in un viaggio dove c’è poco spazio per l’organizzazione, tappe da rispettare; il viaggiare diventa un ‘tempo fluido’ dove si segue il proprio sentire, ricercando il più possibile il contatto con la Natura.

 

Viaggiare slow è muoversi a piedi o in bicicletta, nel pieno rispetto dell’ambiente, godendo della connessione del proprio corpo con le manifestazioni della natura. Solo togliendo le barriere tra noi e l’elemento naturale, possiamo riscoprire quel richiamo antico che ci rende parte del tutto, profondamente connessi. È questa la vera chiave della sostenibilità.

 

 

👉 Quali sono le mete slow preferite in Italia?

Sicuramente il Trentino con le sue cime, i paesaggi di potente bellezza, gli angoli di natura ancora incontaminata. Ma anche l’area del Delta del Po tra Veneto ed Emlia Romagna, per i suoi densi silenzi, gli orizzonti sconfinati tra cielo e acqua, i colori che ti sorprendono nei diversi momenti della giornata.

 

Mi è rimasto nel cuore anche l’Abruzzo, terra verdissima puntellata di piccoli borghi medievali da scoprire con lentezza, spiando dentro le botteghe, chiacchierando nei bar, alla scoperta di tradizioni e storie che si mescolano al presente.

 

 

👉 L’ecoturismo e le vacanze sostenibili sono ancora una nicchia?

Se guardiamo ai numeri direi di sì. Ma incoraggiano le ricerche che parlano di sempre più persone che scelgono di soggiornare negli agriturismi di campagna, ma soprattutto che sono attente alle scelte prima di partire. Al di là delle percentuali, sembra che si stia creando una coscienza diffusa che viaggiare sostenibile non è più un lusso, ma una necessità. La spinta a questo processo arriva anche dal fatto che le persone sono più interessate alla qualità della propria vita: dall’alimentazione al benessere nel tempo libero, c’è più attenzione a ciò che si consuma, a ciò che si acquista. 

 

Si percepisce una maggiore sensibilità nei confronti della delicatezza del nostro ecosistema, che pian piano si sta traducendo in comportamenti responsabili anche a casa. È importante rendersi conto che il turismo sostenibile va oltre le eco-certificazioni o le politiche ‘verdi‘ degli hotel, ma va inteso come un nuovo modo di concepire la vacanza e, ancor prima, il proprio modo di acquisto e consumo, promuovendo non solo la salvaguardia delle risorse ambientali, ma anche la diversità culturale.

 

Consapevolezza, sobrietà, equità e rispetto delle persone e dei luoghi: questi i valori su cui si deve basare uno sviluppo turistico sostenibile, al di là delle definizioni e delle nicchie.

 

 

👉 Perché ti sei specializzata in viaggi “slow”?

Non è che mi sia specializzata, semplicemente è il mio modo di affrontare i viaggi. 

Per anni sono stata una ‘pianificatrice seriale’ di viaggi, dove ogni tappa era stabilita, oragnizzata, calcolando distanze e tempi.

 

Poi mi sono resa conto che questo tipi di viaggio si riduceva ad una collezione di scatti, qualche souvenir e un grande senso di vuoto al ritorno. Come se avessi guardato alla realtà da un finestrino: completamente staccata da quello che stavo vivendo. 

 

Una crisi personale mi ha spinta a rivedere totalmente il mio modo di vivere, a rivedere le mie priorità. E la mie priorità è diventata quella di rallentare, per assaporare profondamente le mie emozioni mentre ero in viaggio, per accorgermi della bellezza e di ciò che mi accadeva intorno.

È stato come una sorta di risveglio. 

 

 

👉 Come ha avuto origine questa tua nuova professione? 

Ho aperto Viaggio Sostenibile dopo un periodo di crisi su tutti i fronti: lavorativa, amorosa, personale. 

La vita che stavo portando avanti fino a quel fatidico settembre del 2015 mi stava stretta, non mi corrispondeva.

Mi sono chiesta: ma cosa mi piace fare? Cosa mi tiene viva e mi emoziona?

La risposta è stata chiara e forte: viaggiare. Non smettere di essere curiosa, di riempire il mio cuore di novità e incontri. Senza mai allontanarmi però dalla Natura, il mio rifugio.

 

Sono diventata travel blogger di Viaggio Sostenibile perchè non facevo che collezionare viaggi su viaggi, escursioni su escursioni, weekend su weekend, esperienze su esperienze: avevo voglia di raccontarle, ma forse prima ancora di fissarle nel mio cuore, perchè non scivolassero via. E poi perchè scrivere è sempre stata la mia passione: ho riempito fogli, agende, taccuini, addirittura fogli di carta da cucina quando non trovavo un quaderno su cui fermare il flusso di colori ed emozioni che fin da piccola mi attraversavano. Il blog mi ha fatto riscoprire quello che (forse) è un mio talento. È proprio questo il modo per capire quali sono le nostre vere capacità, ciò per cui siamo davvero portati: quando una cosa ci esce dalle mani, non puoi soffocarla, la vedi ovunque e ne siamo totalmente assorbiti…beh, eccolo lì il nostro talento. Qualunque esso sia. È la nostra isola felice, lo spazio dentro di noi in cui siamo senza maschere, realmente noi stessi.

 

Viaggio Sostenibile è nato per narrare storie ed emozioni suscitate dalle mie esperienze lontano o vicino a casa. Esperienze di viaggio come le intendo io, come le vivo, ovvero in maniera sostenibile.

 

 

👉 Chi si rivolge a te?

Si rivolgono a me soprattutto donne giovani che stanno affrontando un cambiamento nella loro vita. Come ho appena detto, il mio blog nasce dopo un periodo difficile di crisi che mi ha portato a rivoluzionare la mia vita, arrivando anche a viaggiare da sola, cosa che non avevo mai fatto prima.

 

Oggi sono molto più connessa con me stessa e la mia interiorità e il mio viaggiare lento e sostenibile diventa uno strumento di conoscenza e crescita, anche spirituale, in qualche modo. 

 

Chi si rivolge a me vede nel mio percorso la direzione che vorrebbe dare al proprio, maggiormente legato ai principi naturali e alle relazioni umane. 

Spesso mi chiedono consigli su come fare per vivere una vita “più sostenibile”, dove lentezza è sinonimo di qualità.

 

Non c’è una regola valida per tutti, ma posso rispondere come ho fatto io: mi sono ascoltata nel profondo. Chiari segnali mi stavano dicendo che dovevo crearmi una vita che mi somigliasse, dove potevo esprimere le mie passioni e miei talenti, stando costantemente connessa con la Natura.

 

Oggi vivo tra le colline, mi prendo cura dell’orto e delle galline e per vivere faccio quello che mi piace: scrivere. Scrivo per il turismo e per promuovere realtà e organizzazioni che condividono i miei valori profondi.

 

Questo è l’altro target che si rivolge a me, quello delle associazioni, aziende e strutture ricettive che danno importanza alla sostenibilità in ogni sua accezione, alle relazioni umane e alla tutela dei valori, dell’identità della comunità e delle tradizioni.

 

 

👉 Quali consigli daresti a chi volesse organizzare da solo un viaggio lento?

Per prima cosa gli chiederei: in che momento della vita ti trovi? Di cosa hai bisogno? Di spazi aperti e isolati, di vette da raggiungere, di nuovi incontri da fare? Sei disposto a viaggiare a piedi zaino in spalla sentendo la fatica? Oppure in bicicletta con tour operator specializzato per una maggiore comodità? 

 

Spesso la causa della nostra inosddisfazione al ritorno da un viaggio è legata al fatto che non abbiamo rispettato il nostro sentire, la vocina interiore che ci suggerisce sempre ciò che è meglio per noi.

 

Un viaggio lento è un approccio mentale prima che una scelta specifica: sei pronto per regalarti del tempo per lasciarti sorprendere? 

È importante dire che questo tempo potrebbe portare a galla anche aspetti di noi che non ci piacciono, limiti o difficoltà: ma è proprio questo il bello del viaggiare, la sua grande potenza di cambiamento.

 

Una volta chiarito il tipo di viaggio “lento” che ci piacerebbe sperimentare, possiamo affidarci alle organizzazioni specializzate in viaggi a piedi di gruppo oppure in bicicletta (se non cei sentiamo pronti a partire da soli); oppure optare per un piccolo borgo della nostra Italia soggiornando in un b&b o in un agriturismo, per assaporare l’autenticità del luogo o per un parco naturale tra i tantissimi del nostro Paese.

 

Il consiglio finale che mi sento di dare è quello di lasciare anche spazio all’imprevisto: è proprio lì che si insinua la meraviglia, il piacerere di conoscere e incontrare l’altro, la Natura e noi stessi.

 

 

👉 E ora un consiglio per noi… quali viaggi mi consigli di fare quest’anno?

Sono innamorata dell’Italia e ogni volta che posso mi concedo qualche giorno per andare a conoscere le realtà cosidette ‘minori’: paesi e borghi con pochi abitanti, dove il contatto umano è più facile, dove si vive ancora in armonia con la natura, lontani dalla troppa modernità.

 

Tra le destinazioni che ti consiglio di scoprire c’è la Val Calamento in Trentino: una piccola valle abbracciata alla Valsugana e alla Val di Fiemme. La magia di questi luoghi nascosti tra le montagne dei Lagorai è un intreccio di silenzi e verdi fitti, tra cui spuntano qua è là piccoli laghetti di montagna. Una valle che ha voglia di svelarsi pian piano, a chi cerca spazi per nutrire l’anima, dove prendersi cura di sè. Tanti i sentieri che si immergono dentro i boschi di larici, nel mezzo di prati assolati, verso malghe che offrono un’accoglienza sincera, fatta di storie antiche e sapori autentici.

 

Un altro luogo che ho nel cuore è il Casentino: è un’altra Toscana, una valle di foreste e acqua, borghi e pievi, luoghi sacri e castelli. Se ascolti bene si sentono ancora i passi dei pellegrini in marcia verso Roma, dei pastori lungo i tratturi, degli uomini nei castagneti. È per questo che mi piace, perché è un luogo dal ritmo quieto, tra il vento che sussurra saperi antichi e la natura che narra di fiabe 

 

Da ultimo, non posso non consigliarti un viaggio di qualche giorno sul Delta del Po, in qualsiasi stagione. È una terra fragile e delicata, ma dalle profonde suggestioni. Ancora poco conosciuto, il Delta del Po è una destinazione da scoprire a bordo di piccole imbarcazioni che attraversano i canneti o si perdono tra i rami del fiume, oppure in bici lungo le dolci strade che costeggiano gli argini. 

 

 

👉 Come nasce la tua idea di creare ViaggioSostenibile?

Viaggio sostenibile Il blog nasce nel settembre 2015 dall’impegno a diffondere e promuovere la gentilezza, la base della sostenibilità. Perchè nei gesti di bontà c’è il seme del rispetto ed esaltazione delle risorse che ci attorniano, dalla natura, all’arte, dal cibo alle relazioni umane. La sostenibilità è sinonimo di consapevolezza, attenzione, cuore: tante piccole grandi scelte quotidiane che contribuiscono a proteggere e migliorare il mondo. Viaggio Sostenibile è il blog di chi vive uno stupore costante per le piccole cose, per i paesaggi inesplorati, per spazi naturali che aspettano di essere guardati con occhi nuovi. Così il viaggio diventa occasione di scoperta e di crescita personale, un cammino lento per apprendere, lasciandosi ispirare da racconti, storie, dettagli.

 

Attraverso un linguaggio emozionale, schietto e trasparente, il blog si è affermato come voce autorevole per i temi della sostenibilità, dell’ecoturismo, del turismo slow, naturalistico e rurale. 

 

Il blog è uno spazio in cui piccoli borghi, valli, sentieri e percorsi diventano narrazione, creando un viaggio nelle emozioni che ispira a partire per lasciarsi meravigliare. All’interno delle pagine del blog, vengono anche valorizzate strutture come piccoli b&b ed agriturismi attenti alle buone pratiche ambientali, per promuovere il loro impegno quotidiano a favore di un’accoglienza umana e sostenibile.

 

 

L' autore : Esmi

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